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Il Citta le prova tutte ma a Carpi è solo pari

Quinto risultato utile di fila. Nei primi 45’ a Schenetti replica Melchiorri

INVIATO A CARPI (Modena). Meno uno alla fine del campionato e il Cittadella non si schioda dalla settima posizione, la penultima della zona playoff, che oggi come oggi lo contrapporrebbe al Bari (e la sfida secca sarebbe al San Nicola) nella lotteria degli spareggi per la Serie A. Al “Cabassi” esce la “X”, quinto risultato utile consecutivo, ed è il dodicesimo pareggio - il quinto esterno - della stagione, ma il rammarico per il mancato successo - e sarebbe stato il dodicesimo fuori casa - è ...

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INVIATO A CARPI (Modena). Meno uno alla fine del campionato e il Cittadella non si schioda dalla settima posizione, la penultima della zona playoff, che oggi come oggi lo contrapporrebbe al Bari (e la sfida secca sarebbe al San Nicola) nella lotteria degli spareggi per la Serie A. Al “Cabassi” esce la “X”, quinto risultato utile consecutivo, ed è il dodicesimo pareggio - il quinto esterno - della stagione, ma il rammarico per il mancato successo - e sarebbe stato il dodicesimo fuori casa - è più che giustificato. Perché la squadra di Venturato ha stretto alle corde i biancorossi nel finale, attaccando a tutto spiano, ma mancando alcune facili occasioni (in mischia, addirittura per tre volte ci hanno provato Kouamé, Chiaretti ed Arrighini) e giustificando alla fine il pizzico di delusione che ha accompagnato sulla strada del ritorno i 150 tifosi granata accollatisi la trasferta in Emilia.

Adesso, con soli 90’ davanti (venerdì sera al Tombolato, contro la già retrocessa Pro Vercelli), è problematico pensare di scalzare i pugliesi dal sesto gradino della classifica, in modo da giocare al Tombolato il playoff, anche se Calabro ha assicurato che il Carpi, coincidenza ultimo avversario del Bari nella stagione regolare, scenderà in campo con lo stesso spirito di ieri pomeriggio al cospetto di Alfonso & C.

Tutto nei primi 45’. Con 26 gradi di temperatura e un clima afoso, la partita l’ha fatta, per forza di cose, il Citta, non avendo i biancorossi più nulla da chiedere al torneo (ora sono undicesimi). Contrariamente alle previsioni, Venturato ha mandato in campo un centrocampo imperniato su Pasa regista, con Iori relegato in panchina per concedergli un po’ di riposo (si è parlato di un affaticamento al polpaccio), mentre davanti, accanto a Kouamé, è partito Strizzolo. E proprio il gigante friulano è stato la grande delusione: mollo nei contrasti, superato spesso nel gioco aereo, incapace di liberarsi al tiro. Un peccato, perché le sue potenzialità sono enormi.

Per 20’, a parte un’opportunità capitata in area piccola a Schenetti, contrastato da Briosco al momento di capitalizzare una bella combinazione Benedetti-Kouamé (4’), non è successo praticamente nulla. Poi, al 21’, il Citta è passato in vantaggio: Kouamé in area ha prolungato sulla sinistra per Schenetti, che, trovatosi la porta spalancata davanti, ha freddato l’incolpevole Serraiocco. Ottavo centro per lui, quinto nelle ultime cinque partite, anche se ad Avellino era rimasto in panchina.

Sarebbe filato tutto liscio se, forte dell’1-0 e con il Carpi viaggiante a ritmo basso, prima del riposo non si fosse incappati nella solita distrazione difensiva: al 41’ Garritano ha pescato in profondità, sulla destra, Pachonik, che ha tagliato come il burro la male appostata retroguardia padovana e ha messo sul palo opposto un pallone che era soltanto da spingere in rete. Lì, in agguato come un falco, c’era il liberissimo Melchiorri, per il quale è stato un gioco da ragazzi mettere dentro (domanda: Adorni & C. dov’erano?).

Prima dell’intervallo, Jelenic ha fatto saltare tutti dai seggiolini, con un destro a giro scoccato dal limite dell’area, sulla sinistra, che ha mancato di poco il bersaglio.

Ripresa su e giù, rigore negato. Scoppiettante l’avvio del secondo tempo: il Carpi si è visto annullare per fuorigioco di un compagno (che c’era) il 2-1 realizzato di testa da Briosco sugli sviluppi di una punizione (1’31”), mentre Settembrini, sul rovesciamento di fronte, ha fatto venire i brividi a Serraiocco calciando in diagonale fuori di un niente (3’). Poi l’episodio su cui Venturato e i suoi hanno avuto molto da ridire: Kouamé, liberatosi di Briosco, è entrato in area, cadendo a contatto con lo stesso difensore, che da terra aveva tentato di fermarlo. Da fuori è sembrato penalty netto, non per l’arbitro Piscopo (insufficiente la sua direzione), che ha fatto cenno di proseguire (12’).

A senso unico. Dalla mezz’ora e sino alla fine il Citta ha esercitato un lungo monologo in campo. Tiri da lontano, colpi di testa, punizioni (di Bartolomei, deviata oltre la traversa, e Chiaretti, fuori), sino alla già ricordata mischia finale, oltre il recupero, in cui per tre volte il Carpi si è salvato dalla capitolazione.

Adesso l’ultimo atto prima degli spareggi. Venerdì sera sarà festa al Tombolato, perché, comunque vada, i granata hanno raggiunto un’altra volta i playoff senza che questo traguardo fosse scontato. Meritano gli applausi, come chiede giustamente il loro allenatore, ma, si sa, l’appetito vien mangiando e sotto le Mura si sogna in grande. E ai tifosi non si possono vietare i sogni.

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