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Andrea come Forrest di corsa tra i ghiacci

Il 28enne di Galliera in solitaria per 1.300 km in Islanda 

GALLIERA VENETA. Si intitola “Iceland Alone” la seconda avventura sportiva di Andrea “Budu” Toniolo, 28enne di Galliera Veneta noto alle cronache come il “Forrest Gump veneto” che partirà tra pochi giorni per compiere il giro dell’Islanda di corsa e in solitaria. A un anno di distanza da un brutto incidente stradale per il quale ha rischiato la paralisi e che lo ha costretto a letto per mesi, il giovane atleta ha deciso di partire per una nuova avventura, presentata qualche giorno fa dall’As ...

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GALLIERA VENETA. Si intitola “Iceland Alone” la seconda avventura sportiva di Andrea “Budu” Toniolo, 28enne di Galliera Veneta noto alle cronache come il “Forrest Gump veneto” che partirà tra pochi giorni per compiere il giro dell’Islanda di corsa e in solitaria. A un anno di distanza da un brutto incidente stradale per il quale ha rischiato la paralisi e che lo ha costretto a letto per mesi, il giovane atleta ha deciso di partire per una nuova avventura, presentata qualche giorno fa dall’Associazione FareLegna14 e dal Comitato Running Alone con il patrocinio del Comune nella sede Pro Loco di Galliera Veneta: trecento tra amici, compaesani e appassionati di sport hanno partecipato all’evento per poter testimoniare il loro sostegno al 28enne gallierano.

Affronterà un tragitto complessivo di oltre 1.300 km lungo la “Ring Road”, il tracciato asfaltato che fa il giro dell’isola: 40 giorni di corsa, dormendo in tenda. L’avventura avrà inizio il 25 febbraio e si concluderà a fine marzo. Il senso del percorso sarà antiorario, con un ritmo previsto di 35 km/giorno su un percorso totalmente asfaltato. «Mi aspettano temperature comprese tra i - 5 e i - 35 gradi, comunque costantemente sotto lo zero» spiega Toniolo «venti freddi fino a 120 km orari. Aree completamente deserte per centinaia di chilometri da affrontare in totale solitudine» dice. “Budu” sarà accompagnato in questo viaggio solo dal suo carretto chiamato “AnnaJenny2” (dai nomi della sua fidanzata e della fidanzata di Forrest Gump, con il numero 2 dato che si tratta della seconda avventura). Un carretto trascinato tramite un’imbragatura attaccata al torace. Dentro il carretto ci sarà tutto il necessario per essere totalmente autosufficiente nel viaggio: una tenda, un sacco a pelo, un fornello per scaldare il cibo e relative provviste, abbigliamento sportivo e calzature. «Ho scelto l’Islanda perché voglio reinventarmi come sportivo e come avventuriero in ambiente artico» prosegue «la sfida non sarà tanto di resistenza fisica, quanto di resistenza mentale. Dovrò confrontarmi con un ambiente particolarmente ostile dal punto di vista climatico e con la privazione delle necessità di base…».

In questa seconda avventura Budu ha deciso di avvalersi di un team di professionisti che dall’Italia seguiranno l’avventura, curando l’aspetto della comunicazione attraverso web e social. Tutto il materiale fotografico e video realizzato da “Budu” durante il percorso, al suo ritorno in Italia, sarà rielaborato in un documentario diretto da Alberto Scapin, già coregista del documentario relativo alla prima avventura del 2015 a CapoNord.

La prima avventura sportiva del 28enne di Galliera risale al 2015 quando completò il tragitto dal comune padovano a Capo Nord di corsa: 4.300 km in 84 giorni, con una media di 50 km al giorno attraverso sei nazioni, accompagnato anche in quel caso dal suo carretto con l’occorrente per sopravvivere. Il materiale raccolto lungo il percorso è finito in un documentario intitolato “The Runner Doc - Dal Veneto a Caponord”. Da quella prima avventura è nato anche un libro scritto dallo stesso “Budu” ed intitolato “Il limite che non c’è”.

Una nuova sfida dunque dopo i numerosi problemi fisici: un incidente motociclistico avvenuto nel 2012 lo aveva costretto una prima volta a letto per 6 mesi. In questa fase era emersa l’idea di correre, concretizzata pochi mesi dopo grazie all’aiuto del suo allenatore Simone Bortolotti: nel 2015 la prima grande avventura fino a Capo Nord. Ma non era ancora finita: il 30 gennaio 2017 un secondo incidente motociclistico ha messo a repentaglio nuovamente la sua salute. “Budu” ha riportato fratture a una vertebra, allo sterno e al piede destro e rischiato la paralisi agli arti inferiori. Ma è proprio in questi mesi che è emerso il desiderio di una seconda grande avventura.