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Padova, partita appesa a un filo ma Bisoli spera

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Padova, partita appesa a un filo ma Bisoli spera

«Ci siamo preparati per affrontare il Vicenza Certo che vivere altre due settimane così...»

PADOVA. Una settimana di ritiro, acquisti conclusi già ad inizio mercato, ritorno da Cesenatico per svolgere la rifinitura e, a meno di 24 ore dal fischio d’inizio (ipotetico, verrebbe da dire…), il Padova non sa ancora se oggi scenderà in campo contro il Vicenza per gli ottavi di finale della Coppa Italia di Serie C. La squadra si sottoporrà a tutti i classici riti pre-partita, anche se non è andata in ritiro, come da programma stabilito prima della sosta. I giocatori si troveranno stamattina alle 10.30, faranno la riunione tattica, pranzeranno insieme e alle 14.30 saranno pronti a scendere in campo allo stadio Euganeo. Resta solo da vedere se ci saranno gli avversari (come potete leggere nella pagina a fianco).

«Noi ci siamo preparati per giocare», annuncia il tecnico Pierpaolo Bisoli. «In ritiro abbiamo lavorato sodo perché la nostra priorità è il campionato rispetto alla Coppa. Nella testa, certo, abbiamo preparato anche questa gara, nonostante non sia il nostro obiettivo primario della stagione. Se dovessimo giocare, sarei contento, prima di tutto perché torneremmo a scendere in campo per una partita ufficiale e poi perché vorrebbe dire che c’è una speranza che il Vicenza possa andare avanti».

Ma se c’è una cosa che Bisoli proprio non sopporta, è quella di essere andato a dormire senza sapere se il suo Padova sarà o meno impegnato in una gara ufficiale. E soprattutto con il rischio che la cosa possa ripetersi. «La mia paura è quella di dover vivere le prossime due settimane come quest’ultima. Il 27 dovremmo giocare al “Menti” e mi dispiacerebbe ci fosse ancora un “tira-e-molla” sulla possibilità di scendere in campo o meno per una partita importante come quella di campionato. È una situazione snervante e nella testa dei giocatori può creare un problema. In più rischieremmo di star fermi in campionato per 35 giorni, per questo preferirei giocare contro il Vicenza a fine mese».

Questo campionato di Serie C sta perdendo sempre più credibilità. Come se ne esce, secondo lei?

«È un discorso molto articolato e non sono certo io in grado di risolverlo. Da addetto ai lavori mi viene da dire che, se una società vuole iscriversi al campionato, dovrebbe avere l’obbligo di mettere tutti i soldi necessari prima di partire, per evitare altre situazioni del genere, che sono brutte per noi e per i tifosi».

In ogni caso, si consola con una squadra che, dopo una settimana di ritiro, l’ha soddisfatta parecchio.

«Sono molto contento della preparazione svolta, nessuno si è infortunato né fermato, abbiamo lavorato a temperature gradevoli mettendo benzina nelle gambe per disputare al meglio il rush finale. Non saremo brillanti da subito, nemmeno ad inizio febbraio, il nostro obiettivo è esserlo a marzo e aprile, quando si deciderà il campionato».

Come giudica i nuovi acquisti: Salviato, sbarcato già dal giorno della partenza, e Gliozzi, l’ultimo arrivato, che deve ancora essere ufficializzato?

«Si sono già integrati bene perché questo è un gruppo spettacolare, che non smetterò mai di ringraziare. Salviato dovremo aspettarlo perché è reduce da sei mesi in cui non ha giocato. Ma i presupposti sono buoni perché è un giocatore molto intelligente, ha un buon piede e la sua carriera parla per sé. Gliozzi è arrivato gli ultimi giorni e per questo la settimana prossima dovrà lavorare un po’ di più per mettersi al passo degli altri».

Se dovesse giocare, che Padova vedremmo in campo in Coppa?

«Non cambio il mio pensiero, chi è più avanti dal punto di vista fisico scenderà
in campo. Con me gioca sempre chi merita di più durante la settimana».

Lei l’anno scorso ha allenato il Vicenza in B, c’erano già le avvisaglie che la situazione potesse precipitare in questo modo?

«Io il passato lo dimentico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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