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Fanchini: «Ho un tumore, smetto per curarmi»

Italsci turbata dal dramma di Elena nel giorno in cui Fill porta a casa la Coppa del mondo di combinata

ROMA. Dopo le cadute e le fratture, per Elena Fanchini comincia adesso un'altra gara, la più difficile. Stavolta non sulle piste di sci, dove pure ha collezionato belle vittorie, podi e un argento in discesa ai Mondiali di Bormio, ma ben altro. La maggiore delle sorelle bresciane ha scelto la via social per annunciare di essere costretta a interrompere la stagione e a saltare i Giochi di PyeongChang per un serio problema di salute, di cui lei stessa parla su Facebook: un tumore. «Gli accertamenti clinici effettuati dalla commissione medica della Fisi - ha chiarito in un comunicato la Federsci, spiegando l'assenza della 32enne azzurra nella trasferta di Bad Kleinkirchheim - hanno evidenziato una neoplasia di basso grado che potrà essere curata». Un comunicato stringato e doloroso a cui però la diretta interessata ha aggiunto una postilla densa di fiducia ("Sto effettuando tutti gli esami del caso, mi curerò, e la mia intenzione è quella di tornare il prossimo anno a sciare"), prima di parlarne direttamente ai tifosi con un toccante messaggio sulla sua pagina Facabook: «A tutti é capitato di affrontare momenti difficili, momenti in cui la vita ci mette a dura prova. La vita mi ha messo davanti ad una nuova sfida - scrive la finanziera di Artogne - Una cosa seria per cui sono costretta a fermarmi per curarmi. Non é facile perché penso a tutti i sacrifici, alla fatica, agli obiettivi della stagione, alle Olimpiadi e ai miei sogni. Tutto scivola via come pioggia - aggiunge - Questa é la vita, non sai mai cosa può succedere, ma io non mi arrendo, affronto questa nuova sfida con tanta forza e coraggio per tornare più forte e realizzare i miei sogni».

Una notizia poco piacevole che ha fatto passare un po’ in secondo piano una bella. Miracolo a Wengen: l'azzurro Peter Fill è arrivato terzo nella combinata ed ha così portato all'Italia per la prima volta la Coppa del mondo in questa disciplina, solitamente trascurata ma che premia chi è bravo sia in discesa che in slalom. Fill - dopo le due Coppe del mondo in discesa delle ultime due stagioni, unico azzurro nella storia, porta così a casa anche questo terzo trofeo, assegnato con i risultati di due sole gare, quella di ieri e quella di fine 2017 a Bormio. Proprio a Bormio Peter era arrivato secondo e così con il terzo posto di Wengen ha ottenuto 140 punti e appunto la conquista della coppa di disciplina. La gara, primo successo in carriera, è stata vinta dal francese Victor Muffat-Jeandet davanti al semi sconosciuto russo Pavel Trikhivicev. Per l'Italia c'è poi il quinto posto di Dominik Paris, mentre Christof Innerhofer, quinto dopo la discesa, ha inforcato subito dopo il via. Resta il fatto oltremodo
bene augurante che nella prova di discesa tutti e tre gli azzurri erano tra i primissimi. «Ho lottato duramente in queste due prove. Sono ultra felice», ha detto Fill. Il francese Alexis Pinturault, vincitore della combinata di Bormio e dunque suo principale rivale, non è sceso in pista.

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