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Agonìa Vicenza Per la Procura deve fallire

L’esercizio provvisorio consentirebbe al club di finire il torneo di Serie C. Ma con quali soldi?

INVIATO A VICENZA. Due signori tengono in mano un paio di bandiere su cui è raffigurato G.B. Fabbri, l’allenatore (morto due anni e mezzo fa, a Ferrara) che nel 1977/78 portò i biancorossi a conquistare uno storico secondo posto in Serie A alle spalle della Juventus. Lo chiamavano il Real Vicenza, e a trascinarlo in campo c’era un certo Paolo Rossi, che sarebbe diventato poi campione del mondo, con la Nazionale, nel 1982 in Spagna. Sono passati quarant’anni e il tifoso del “Lane” si aggrappa ai simboli, e alle icone, di un passato glorioso per continuare a credere che non sia finita. In 400 sono lì, in piedi, nella curva Sud dello stadio Menti, l’unico settore aperto per disposizione della società, e attendono l’uscita della squadra dagli spogliatoi sul campo per applaudirla. L’ultima volta? Forse no, perché la speranza non muore mai, ma il Vicenza di oggi è un malato gravissimo, la cui agonìa si protrae di giorno in giorno in questo inizio di 2018, con l’incubo che fra poco il “game over” ci sia per davvero, qualcuno stacchi definitivamente la spina.

Confermato lo sciopero dei giocatori, che diserteranno la partita di Coppa Italia di Serie C in programma alle 14.30 odierne allo stadio Euganeo contro il Padova (ma il proprietario e amministratore unico, Fabio Sanfilippo, ha dato disposizione perché la Berretti sia pronta a sostituirli, presenza tutta da verificare, con gli ultras in subbuglio e decisi a bloccarne la trasferta), la notizia più importante della giornata di ieri è arrivata da Palazzo di Giustizia: la Procura della Repubblica ha presentato al Tribunale civile istanza di fallimento del club, nato nel 1902. Nel dispositivo, depositato in cancelleria su disposizione del procuratore Antonino Cappelleri e del sostituto Giovanni Parolin, si chiede inoltre che il curatore fallimentare, in virtù dell’articolo 104 della legge fallimentare, disponga dell’esercizio provvisorio. Una mossa che dovrebbe consentire, com’è già accaduto in passato per il Bari e, l’anno scorso, il Pisa, che il Vicenza resti in vita, concludendo il campionato di Serie C (è nel raggruppamento B, guidato dal Padova, e già orfano del Modena, sparito, e fallito, a metà del girone di andata), e che pertanto ci sia il tempo necessario affinché qualcuno decida di rilevarlo attraverso un’asta per l’acquisizione del titolo sportivo. «La settimana prossima avremo le idee molto più chiare», precisa il direttore generale dell’Assocalciatori, Gianni Grazioli. La nomina del curatore fallimentare potrebbe avvenire in tempi assai stretti. Ma i soldi a disposizione? Secondo lo stesso Grazioli, ne servirebbero 2,5 milioni per arrivare sino a maggio. E chi li tirerà fuori?

«Ci hanno raccontato le fiabe». Seconda notizia, la “verità” raccontata dai giocatori in un’affollatissima conferenza-stampa nella sede dell’Aic. Presenti tutti, compreso lo staff tecnico, hanno parlato in tre. Stefano Giacomelli, il capitano: «Siamo stati sommersi da racconti che i libri di favole dei nostri bimbi non sono nulla in confronto; da cronistorie di trattative di infinite cordate, che nel giro di poche ore sparivano nel nulla; da promesse mai mantenute; da parole dette senza avere nessuna conferma. Ma soprattutto senza mai percepire uno stipendio da agosto a questa parte». E ha fatto la cronistoria, con date e luoghi, di quanto è successo da luglio, «quando siamo partiti per il ritiro e i tesserati erano solamente due, con tanti ragazzi della Berretti», sino a poche ore prima, con tre presidenti succedutisi in meno di sei mesi. «Se ci fosse data una sola possibilità, ritireremmo il ricorso e cercheremmo di concludere la stagione. Dovremmo pensare alla partita e invece siamo scarichi».

Pietro De Giorgio, delegato Aic: «Prima di arrivare a questo, siamo stati convocati in sede in cinque, Giacomelli, Malomo, il sottoscritto, il mister Zanini e il ds Zocchi. Volevano dimostrarci che sarebbero stati pagati gli stipendi, sembrava di assistere ad un film. Poi è entrato Polato (ex presidente, ndr), dicendo che il conto era stato pignorato, quando noi eravamo stati chiamati perché dovevano pagarci gli stipendi. Andare avanti non serve a niente, per questo abbiamo detto basta».

Marco Romizi, centrocampista: «Si è presentato il responsabile del settore giovanile, Gianluca Presicci, e ci ha detto che era nostro dovere scendere in campo. Ci sarebbero stati dati 30 mila euro per pagare i giovani, a questo punto ci siamo alzati e ce ne siamo andati».

In 10-11 svincolati? Oggi, se nessuno si presenterà a Padova, il Vicenza subìrà la sconfitta 0-3 a tavolino. Dubbi enormi si addensano sulle gare di campionato di Teramo (sabato 20) e con il Padova (derby programmato al Menti per sabato 27), per cui alla terza mancata presentazione la società verrà cancellata. Intanto, sarebbero 10-11
i biancorossi che hanno chiesto di essere svincolati d’ufficio per accasarsi in altre squadre. Il collegio arbitrale dovrebbe pronunciarsi entro una ventina di giorni, ma avranno tutto febbraio (in deroga) per trovarsi una nuova sistemazione.

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