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Note positive e qualche rimpianto ma se il “mercato” dà una mano...

Padova

IL PUNTO 

Note positive e qualche rimpianto ma se il “mercato” dà una mano...

I campionati di Padova e Cittadella, il commento dell'inviato Stefano Edel

PADOVA. Si chiude tutto sommato bene il 2017 per le due squadre di casa nostra. Il Cittadella, vittorioso nella trasferta di Vercelli, si conferma in zona playoff, settimo, con un vantaggio di tre punti sulla prima avversaria fuori dalla zona spareggi per la Serie A, il Venezia di Pippo Inzaghi, e sotto di due lunghezze rispetto alla coppia al terzo posto, Empoli e Bari. Il Padova, arraffato in extremis il pareggio contro l’ultima in classifica, che tale non si è rivelata comunque sul campo (Brevi sta facendo un buon lavoro, e potrebbe salvarsi anche rimanendo dov’è ora, se il Vicenza dovesse fare la fine del Modena), si è visto limare il vantaggio considerevole che aveva su Renate e Samb, ma resta più che mai padrone del proprio destino. Insomma, i sorrisi si sprecano e attenuano alcuni (legittimi) mugugni e rimpianti per ciò che, soprattutto in casa granata, poteva essere e non è stato, ovvero evitare almeno 2-3 delle 7 sconfitte subìte. Quanto ai biancoscudati, hanno tirato talmente la corda da essere giunti con qualche affanno di troppo, e idee un po’ annebbiate, alla sosta, che rischia di essere lunga oltre un mese visto come il girone B di Serie C si preannuncia, nella sua configurazione, il 20 gennaio, quando si riprenderà.

Ma andiamo con ordine. Pur fra alti e bassi - caratteristica contraddittoria che si è portato dietro dalla scorsa stagione - il Citta si è costruito un bel gruzzolo, che avrebbe potuto essere ancora più consistente se non si fosse smarrito nei minuti finali di confronti che aveva in mano o comunque in equilibrio. Il punto perso a Novara, ma particolarmente quelli lasciati in casa contro Entella, Cremonese, Ternana, Parma, Avellino e Carpi accentuano il rammarico di un ambiente che, grazie ai risultati di questi anni, sente di poter competere ai massimi livelli e al quale basterebbe davvero poco per... esplodere. Se Marchetti troverà sul “mercato” un paio di elementi giusti per elevare il livello, già buono, di centrocampo e attacco, potremmo ritrovarci una squadra capace di lottare direttamente per il salto di categoria. A patto di aver fatto tesoro degli errori commessi sin qui.

Il Padova, che dopo la seconda giornata del girone di ritorno guida il girone più tartassato della terza serie (tra fallimenti, messe in mora e penalizzazioni), ha le carte in regola per rimanere sul gradino più alto del podio sino alla fine. Per la cronaca, il Venezia a maggio scorso chiuse in testa con 80 punti, perdendo solo 4 gare, e il Parma, secondo, andò ai playoff (poi vinti), con 70, sconfitto in ben 8 occasioni. Si giocarono anche 38 partite, mentre nei prossimi 4 mesi e mezzo ce ne saranno altre 15, per un totale di 34 (4 di meno). A 68-69 punti dovrebbe essere fatta per la B. Bisoli, che ha visto benissimo dove c’è bisogno di lavorare, spera in un “aiutino” dal “mercato”. Il suo Padova,

che è il più forte del lotto, ha accusato piccole crepe a dicembre. Con un paio di ritocchi (in difesa e in attacco) le cose si dovrebbero riassestare al meglio. Un’occasione come quella dell’attuale torneo, credeteci, non capiterà più.

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