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Il Padova capolista all’esame di Gubbio

Bisoli va in panchina: tolta la squalifica, ammonizione e multa di 1.000 euro. De Risio convocato, ma la caviglia fa male

PADOVA. Il Padova sbarca a Gubbio e all’ultimo minuto ritrova anche Pierpaolo Bisoli. Dopo la squalifica inflitta martedì dal giudice sportivo, la società biancoscudata aveva inoltrato ricorso d’urgenza. Reclamo parzialmente accolto nel tardo pomeriggio di ieri, con la sentenza tramutata in “ammonizione con ammenda di 1.000 euro”, che consentirà a Bisoli di sedere in panchina. «Il referto diceva che non avevo offeso nessuno, ero solo uscito dall’area tecnica applaudendo. Mi meritavo un’ammonizione, non una squalifica», aveva commentato già in mattinata l’allenatore, prima della partenza per l’Umbria, fissata per le 9. I biancoscudati hanno svolto la rifinitura a Gubbio, per smaltire al meglio il viaggio, anche considerando il fatto che Pulzetti e compagni torneranno a giocare per la prima volta alle 14.30, a distanza di più di due mesi dalla sfida di Teramo, che rappresenta tuttora l’ultima sconfitta: «Vogliamo dare continuità al nostro filotto e un successo in trasferta valorizzerebbe al meglio gli ultimi pareggi», continua Bisoli. «Mancano tre partite alla fine dell’anno e dovremo tirare fuori il massimo per chiudere bene questo primo blocco in testa alla classifica. Ho chiesto alla squadra di fare qualche sacrificio in più e negli ultimi allenamenti mi hanno dato grandi risposte».

Che gara si aspetta?

«Il Gubbio somiglia un po’ alla Fermana. Loro in casa hanno sempre cercato di metterla sul piano dell’intensità, il campo sarà pesante e potrà venirne fuori una battaglia, come a Pordenone. Spero ne usciremo ancora vincitori. Gli umbri sono cresciuti molto, hanno un allenatore di categoria, sanguigno come me e capace di tirare fuori il meglio dai suoi».

Il Padova è reduce da due gare senza aver segnato né subìto gol. Che segnale è?

«Con la Reggiana abbiamo creato situazioni interessanti, ma siamo peccati dal punto di vista della concretezza. Ci può stare un po’ di brillantezza in meno. Dietro abbiamo trovato una solidità importante e nelle ultime due partite non abbiamo rischiato quasi niente. Sono convinto di aver plasmato un ottimo assetto e questo mi rende molto tranquillo per il proseguo del campionato. Certo, dobbiamo trovare la miscela migliore, cercando di spingere un po’ di più anche a destra, ma ci stiamo arrivando. Non è facile sostituire Madonna, Cappelletti ha caratteristiche diverse».

Anche per questo ha alternato in settimana due moduli, il classico “4-3-1-2” e l’“albero di Natale”, con due trequartisti alle spalle di una punta?

«Abbiamo provato qualcosa di diverso per cercare di avere un palleggio maggiore ed essere più ficcanti da dietro. Può essere un’opzione valida per sfruttare anche un giocatore come Candido, che sta ritrovando la forma migliore. Ci siamo soffermati a lungo anche sulle palle inattive, giovedì siamo stati 40’ e ho rivisto la cattiveria giusta, perché ultimamente non riuscivamo ad essere pericolosi da fermo. Può essere una
carta importante».

Per l’Umbria è partita l’intera rosa, a parte Madonna e Zambataro, vittima di un attacco influenzale. È stato convocato anche De Risio, sebbene non sia al meglio dopo la distorsione alla caviglia destra rimediata in settimana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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