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Il Citta si mangia tutto Dal possibile 3-1 al 2-2

Rigore fallito da Litteri al 93’ e l’Avellino (in 10) pareggia al 94’

CITTADELLA. Alla voce “punti sprecati” il Cittadella può iscriversi a pieno titolo. E imprecare contro se stesso più che con l’avverso destino, se è vero che al Tombolato ieri si è consumato l’ennesimo coupe de théâtre di un girone d’andata per certi aspetti rocambolesco. Al 93’, sul secondo rigore (altrettanto netto come il primo) concesso ai granata, Radu ha respinto il tiro, troppo centrale, di Litteri. Sarebbe stato il 3-1, un risultato che avrebbe proiettato sino a domani sera (quando si giocherà il posticipo Bari-Palermo) la squadra di Venturato in vetta alla classifica, insieme a Parma e Frosinone. Che cosa è successo, invece? Che un minuto dopo, sull’ultimo disperato assalto dell’Avellino, ridotto in dieci, Laverone ha concesso il bis, dopo il momentaneo 1-1 del primo tempo, scaraventando in rete un pallone appoggiatogli da Asencio e impazzendo di gioia. Insomma, un classico: sbaglio io, segni tu.

È il quarto pareggio, su 18 partite, il più beffardo e atroce sin qui. Perché ha il sapore amaro quasi di una sconfitta, anche se di fatto allunga la striscia positiva a 4 risultati utili consecutivi (3 vittorie in precedenza), con 10 punti messi in cascina sui 12 a disposizione. Il contraccolpo in classifica c’è, si scende dal quarto al sesto posto, a due lunghezze dalla coppia di testa. Un vero peccato, un’opportunità mancata in modo clamoroso ed ingenuo, e del cui fallimento la squadra deve incolpare solo se stessa, perché, dopo un’altra prova convincente e qualitativamente notevole, c’erano tutte le premesse per portare a casa un successo che avrebbe aperto le porte del... paradiso. Per contro, gli irpini conquistano il quinto punto nelle ultime sei giornate, frutto di altrettanti pareggi (hanno perso una sola volta in questo periodo). Bravi a crederci sino alla fine, nonostante l’inferiorità numerica dall’8’ della ripresa per l’espulsione di Suagher, incappato in un doppio “giallo” (fallo su Benedetti e proteste vibranti) nel giro di pochi secondi.

Alfonso ko ed errori davanti. Costretto a rinunciare all’ultimo momento al proprio portiere - ha sentito “tirare” al polpaccio durante la fase di riscaldamento, meglio non rischiarlo - il Citta ha giocato metà partita, la prima, praticamente ad una sola porta. In vantaggio dopo 7’ con Chiaretti, lesto a raccogliere il pallone nell’area piccola, dopo corta respinta di Radu su staffilata di Kouamé da fondocampo, e a spedirlo sotto la traversa, ha comandato in lungo e largo le operazioni, contro un avversario che mostrava imbarazzi seri in difesa e al quale l’insufficiente arbitro Giua, neo-promosso dalla Can C, ha concesso troppo sul piano del gioco duro. Poi, improvviso, al 38’ è arrivato il primo gol di Laverone, con un bel destro al volo rasoterra, dal limite, diretto all’angolo, dopo che Scaglia aveva liberato di testa dall’area intasata di uomini. Il limite del Citta, tuttavia, è stato nel non finalizzare una supremazia netta, mancando la stoccata decisiva negli ultimi 20 metri.

Due pali e la beffa. Dopo l’intervallo, la musica non è cambiata, solo che la quantità di errori e di sfortuna è lievitata in modo industriale. Kouamé si è divorato il 2-1 calciando fuori a tu per tu con l’estremo difensore ospite (5’), Varnier di testa in mischia ha colpito un palo interno incredibile (10’) e Litteri, in area, girandosi ha indirizzato a colpo sicuro, trovando però Radu ad intercettargli il tiro, con la palla poi finita sul palo e da lì sul fondo (24’). A furia di dài e ridài, su un cross di Schenetti, Kouamé ha impattato con Radu, che lo ha steso. Dal dischetto Iori ha trasformato con un preciso rasoterra
(32’). Il resto lo conoscete: dal nuovo penalty fallito da Litteri (avrebbe dovuto battere, invece, ancora il capitano, secondo Venturato) al bis di Laverone, sempre cercando e trovando l’angolo. Da non credere, eppure questo è il calcio.

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