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Putin, il “mea culpa” della Russia

Il Cremlino abbassa i toni sulla vicenda doping e cerca di tutelare gli atleti “puliti”

MOSCA. Prima la rabbia e l’indignazione, con il web russo infiammato dalla campagna favorevole al boicottaggio “NoRussiaNoGames”e i boatos dei politici più scalmanati, poi la rassegnazione e la temperanza. A vestire i panni del poliziotto buono ci ha pensato Vladimir Putin. Che proprio ieri ha annunciato di voler correre per il quarto mandato alle elezioni del 18 marzo. «Gli atleti che vorranno partecipare alle Olimpiadi invernali del 2018», ha detto, «potranno farlo, anche se dovranno gareggiare con le insegne neutrali».

Per la Russia, come ha detto lo stesso presidente in ottobre, è uno smacco. Ma a questo punto rincarare la dose sarebbe forse controproducente. Tanto più che Putin si è prodotto in un insolito – per quanto parziale – mea culpa. Se si è arrivati alla squalifica, è anche “a causa della Russia” perché con lo scandalo del doping ha offerto un pretesto a chi non aspettava altro per politicizzare le Olimpiadi, ha detto in sostanza il presidente.

La dura risposta del Comitato Olimpico allo scandalo del doping è però “sleale”, poiché “nessun sistema giuridico al mondo prevede la responsabilità collettiva” . Inoltre il Cio non ha emesso un “verdetto definitivo” sul presunto programma di doping di Stato per sbancare i Giochi di Sochi 2014. Una contraddizione, dunque. «Pare tutto orchestrato a tavolino», ha aggiunto Putin, domandandosi cosa succederà ora, se i migliori atleti del Paese verranno comunque buttati fuori “uno per uno”, costringendo la Russia all’umiliazione delle medaglie di legno.

Il Cremlino ha dunque tenuto fede alla promessa di “evitare reazioni emotive”, anche perché, come ha sottolineato il portavoce Dmitri Peskov, «dovremo ancora rispondere ad una serie di domande e per questo servono contatti con il Cio, bisogna decidere chi si occuperà di questi contatti
e come» . La priorità è infatti quella di tutelare gli atleti russi “puliti”. Il vice-premier Arkady Dvorkovich ha d’altra parte rimarcato che gli sportivi che andranno ai Giochi «avranno la divisa con i colori bianco, rosso e blu e in ogni caso rappresenteranno la Russia».



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