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il caso a marzabotto 

Segna e fa il saluto romano: sospeso dal club

BOLOGNA. Segnata la seconda rete, quella che ha dato la vittoria per 2 a 1 alla sua squadra - la 65 Futa - sul campo del Marzabotto, in una sfida al vertice nel girone I del campionato di Seconda...

BOLOGNA. Segnata la seconda rete, quella che ha dato la vittoria per 2 a 1 alla sua squadra - la 65 Futa - sul campo del Marzabotto, in una sfida al vertice nel girone I del campionato di Seconda Categoria dilettanti, si è diretto a festeggiare verso la tribuna, facendo il saluto romano e mostrando una maglietta con l'Aquila sul petto. Un gesto che non sarebbe passato inosservato su qualsiasi terreno di gioco e che riapre ferite dolorose nel paese sull'Appennino bolognese, luogo di stragi naziste al termine della Seconda guerra mondiale.

La società, con un post sulla propria pagina Facebook, ha informato di aver sospeso il proprio tesserato dall'attività agonistica, annunciando che sarà multato. Il calciatore, Eugenio Maria Luppi, sulla stessa pagina si è poi scusato. Ma intanto il gesto è stato condannato da più parti e anche il presidente Figc Carlo Tavecchio ha sollecitato provvedimenti.

«Si tratta un atto premeditato che Marzabotto
non giustifica per nessuna ragione», osserva il sindaco della città bolognese, Romano Franchi, «Questa amministrazione comunale procederà per le vie legali per chiedere l'applicazione delle leggi esistenti, Scelba e Mancino, che puniscono il reato di apologia al fascismo».



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