Quotidiani locali

Vai alla pagina su Padova calcio
Pulzetti a due facce «Dal gol al “rosso”»

Padova

Pulzetti a due facce «Dal gol al “rosso”»

Il centrocampista del Padova protagonista-bis a Pordenone

PADOVA. C’è sempre un rovescio della medaglia. Ma quando la faccia principale ha un sapore così dolce, il suo lato oscuro forse fa meno male. Di sicuro la squadra biancoscudata e tutti i tifosi adesso si godono il nuovo primato in classifica. La vittoria ottenuta a Pordenone, contro una diretta concorrente, su un campo dove il Padova non aveva mai vinto, ha un sapore triplo: consolida il primato, fa schizzare alle stelle il morale e allarga la forbice dai “ramarri”, i quali, oltre ad avere 5 punti in meno in classifica, hanno disputato due partite in più. A suggellare il tutto è arrivato anche il primo gol in campionato di Nico Pulzetti, che ci era andato vicino tante volte in stagione, ma ha fatto centro nel momento più importante, trovando il definitivo 2-1 pochi minuti dopo il pareggio friulano.

E il rovescio della medaglia? Sul crepuscolo della gara il capitano viene sostituito, resta in panchina ma si agita un po’ troppo, finendo per essere espulso. Una vera e propria beffa, considerato che sarà costretto a saltare almeno la prossima gara contro la Triestina, sperando che il giudice sportivo (che si pronuncerà oggi) non voglia accanirsi. Ma che è successo?

«Mancavano tre minuti, più o meno, alla fine della partita», ricostruisce Pulzetti. «Sono episodi un po’ particolari. Ero stato sostituito e cercavo di incitare i miei compagni da bordocampo. A pochi passi da noi Marcandella ha subìto una gomitata che l’arbitro non ha nemmeno sanzionato. Per questo sono saltato letteralmente in campo. Ma non ce l’avevo con il direttore di gara, solo con il loro capitano, che a mio avviso aveva colpito in maniera netta il nostro attaccante».

Pulzetti nega di aver offeso arbitro o assistente. L’espulsione sarebbe scaturita dal suo ingresso sul terreno di gioco e per questo la giornata di squalifica potrebbe essere solo una: «Io ci spero. Non ho offeso nessuno, ce l’avevo solo con il loro capitano (De Agostini, ndr). La tensione e la voglia di portare a casa la partita erano altissime, per questo ho reagito con foga. Al “Bottecchia”, dove gli spazi sono angusti, ti ritrovi dentro il campo in un attimo. Non ho fatto nulla di male e mi resta tanta rabbia perché adesso sarò costretto a saltare una gara. Mi auguro soltanto una».

Per fortuna l’arrabbiatura è un po’ mitigata dal primo gol in biancoscudato, che gli ha permesso anche di raggiungere un record: Pulzetti, infatti, aveva segnato in C/2 (5 reti a 20 anni nel Castelnuovo), in B (16 gol totali tra Spezia, Livorno, Verona e Siena) e anche in Serie A (4 gol tra Livorno e Chievo). Mai in C/1, adesso diventata serie C unica. «Lo considero un traguardo importante, era un mio obiettivo e sono riuscito finalmente a segnare in tutte le categorie professionistiche italiane. Sono doppiamente felice e la dedica va a moglie e figlio. Nell’occasione Capello, che era davanti a me, era in fuorigioco, ma si è disinteressato. Io ero dietro, mi è arrivato il pallone e ho segnato, non capisco le proteste avversarie. Il record di 7 reti in una stagione, siglato a Siena? Mi piacerebbe replicarlo al Padova, ci provo tutte le domeniche».

Ciò che più conta, tuttavia, è il primo posto in classifica, consolidato dopo una vittoria che Pulzetti definisce «importantissima. Perché avevamo di fronte una diretta concorrente, che adesso siamo riusciti a staccare. Non nego che abbiamo sofferto. Non siamo riusciti a prendere subito le misure ad un campo molto piccolo, essendo abituati ad un Euganeo enorme. Ma il gol, per le qualità che abbiamo, riusciamo a segnarlo sempre. Adesso non dobbiamo mollare l’osso, bisogna raccogliere più punti possibile fino al giro di boa, che non è il termine del girone d’andata ma la pausa invernale».

La “sosta forzata” a cui lo costringerà la squalifica gli permetterà di tirarsi a lucido, visto che non è in perfette condizioni fisiche: «Vengo da un problema alla caviglia e ho dovuto fare un’infiltrazione,
in questo momento è sempre una rincorsa per me».

In ogni caso la sua presenza anche nello spogliatoio è fondamentale: «Questo è sempre stato il mio spirito. La fascia di capitano, poi, mi inorgoglisce e mi rende ancora più responsabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista