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Moscon alle Terme per ripartire con la benedizione della Padovani

Il forte corridore trentino del Team Sky è stato ospite di Abano per bagni e massaggi, e ha effettuato qualche pedalata sui Colli, nonostante una frattura allo scafoide. Peruzzo: «Il 2018 sarà il suo anno»

ABANO TERME. Parte da Abano Terme la terza stagione da professionista del corridore Gianni Moscon. Quella che dovrebbe vederlo conquistare i galloni di capitano della Nazionale azzurra di ciclismo, guidata dal Commissario tecnico Davide Cassani.

Il ventitreenne atleta del Team Sky ha trascorso un rilassante week end all’hotel Atlantic di Abano Terme, tra bagni in acqua termale salso-bromo-iodica, massaggi e qualche pedalata sulle strade dei Colli Euganei.

«Non voglio tralasciare nulla in vista di quella che spero sia una stagione di grandi soddisfazioni per me, che culminerà con la partecipazione al Mondiale su strada di Innsbruck, in Austria, su un circuito che si addice alle mie doti di scalatore», rileva il corridore trentino, nato a Livo (Val di Non) il 20 aprile 1994.

Come mai ad Abano?

«Dopo un’annata impegnativa, nel corso della quale sono riuscito a mettere a segno risultati importanti, come il podio al Lombardia dietro a Nibali e Alaphlippe, sentivo il bisogno di un po’ di riposo e mi sono state consigliate le terme di Abano».

Moscon, approdato al professionismo due anni fa, è già una certezza dello sport delle due ruote di casa nostra.

Nonostante la giovane età, ai Mondiali di Bergen ha ripagato la fiducia del selezionatore Cassani con una prova maiuscola, che ha sorpreso tutti.

Nel 2018 ha in programma di disputare il Tour de France e la Vuelta di Spagna, oltre ovviamente alla prova iridata. Il suo forte, però, sono le pietre. Dunque?

«Diciamo che sul pavé mi trovo a mio agio», puntualizza il corridore trentino, che prima di passare al team londinese correva per la Zolf-Fior di Castelfranco Veneto. «L’ho dimostrato con un ottimo piazzamento alla Parigi-Roubauix. A parte il piccolo incidente che mi è capitato nei giorni scorsi (frattura allo scafoide del polso sinistro, è stato già operato e la prognosi stilata dai medici di Bressanone parla di 40 giorni per guarire, ndr), sto bene, il morale è alto e far parte di una squadra dove ci sono corridori di grande spessore come il capitano Chris Frome mi sprona a dare sempre di più».

La presenza dell’azzurro ad Abano Terme non è passata inosservata agli appassionati padovani di ciclismo. Sabato scorso, a salutare Moscon, c’era anche il presidente della società Ciclisti Padovani, Galdino Peruzzo.

«Gianni ha dimostrato già quest’anno di andare
fortissimo», ha detto dopo la visita. «Viene da una terra di campioni come Moser e Fondriest, la stoffa del campione non gli manca, sono convinto che il 2018 sarà l’anno della sua definitiva consacrazione ai vertici del ciclismo internazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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