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Serena, prima da titolare «Ringrazio mister Bisoli»

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Serena, prima da titolare «Ringrazio mister Bisoli»

Dalla Serie D (quasi 100 presenze fra Union Pro, Mestre ed Abano) al debutto con  il Padova dal 1’. «Se ho festeggiato? No, sono andato a dormire. Ma ero contento»

PADOVA. Dal giorno dell’esordio in Serie D ne ha fatta di strada. Quasi cento presenze in tre anni con Union Pro, Mestre ed Abano, prima del grande salto, e venerdì scorso, nel derby da primato con il Bassano, la prima da titolare tra i professionisti. Riccardo Serena è arrivato a Padova in punta di piedi, mettendosi alla prova come fece tre anni fa. Un unico filo conduttore: lo stadio Euganeo. L’impianto in cui aveva esordito in D, in quel Padova-Union Pro, e in cui tre sere fa ha trovato la sua prima chance. Pienamente sfruttata, tra i consigli di mister Bisoli e quelli di papà Michele, ex allenatore biancoscudato e oggi sulla panchina della FeralpiSalò, che Riccardo incontrerà, per la prima volta da avversario, tra due settimane.

«Ero molto emozionato, ma ho cercato di nasconderlo», la confessione di Serena. «Volevo dare il meglio di me per ripagare la fiducia del mister. Non mi aspettavo di debuttare in una gara così difficile, un derby d’alta classifica, ma ormai ho capito che non è raro, con Bisoli, vedere le innumerevoli prove che facciamo in allenamento portate in campo in occasione della gara. Nell’ultima settimana mi aveva provato tra i titolari, e venerdì è toccato a me».

Cosa pensava, mentre attraversava il tunnel che la portava in campo?

«Mi dicevo che quelle sono le partite che sogni quando sei solo un bambino: entrare nello stadio pieno, con i tifosi che cantano e sostengono la squadra per tutta la sera. Una sensazione che ti fa salire ancora di più la voglia di dare il massimo, di continuare ad allenarti per vivere momenti simili».

E come pensa di essere andato?

«Non saprei cosa dire. Ho cercato di dare il massimo, tutto ciò che so fare l’ho messo sul campo. Poi ci sono il mister e il pubblico per dare giudizi, io ho provato solo a fare del mio meglio. Sono contento della mia partita, molto contento per la vittoria. Peccato per quel tiro parato da Grandi nella ripresa: se fosse arrivato pure il gol, sarebbe stata davvero una serata da incorniciare».

Papà Michele ha visto la partita?

«Non era allo stadio, ma mi ha seguito in televisione. Ogni settimana ci sentiamo prima della gara, mi chiede sempre come vanno gli allenamenti e come mi sento: quando giovedì il mister mi ha dato la casacca in allenamento, e ho realizzato che c’era la concreta possibilità di giocare, gliel’ho detto subito. Mi ha chiesto di giocare in maniera semplice, e di sfruttare questa occasione: è stato contento».

Quanti messaggi ha ricevuto, in questi giorni?

«Tanti, davvero. Mi sono arrivati i complimenti di Emanuele Busetto, che mi hanno fatto molto piacere: era il compagno che all’Abano mi ha fatto crescere calcisticamente, che stava sempre di fianco a me a centrocampo, che mi dava preziosi consigli quando ero l’ultimo arrivato».

Da quando sbarcò in ritiro a Giovo, dove pensa di essere migliorato maggiormente?

«Sicuramente nel ritmo del gioco. Arrivando dai dilettanti, l’impatto con la categoria non è stato facile: all’inizio, nei primi giorni di allenamenti, non riuscivo quasi a stare dietro alla palla, qui c’è un ritmo completamente diverso. Devo ancora migliorare tanto, ma già riuscire a diventare parte del gioco è per me una grossa soddisfazione. Adesso so stare meglio in campo, e grazie alla cura Bisoli sono migliorato anche tecnicamente. Sono molto contento, sto lavorando sodo e alla fine i risultati arrivano».

L’esordio assoluto, con la Samb, è arrivato
a pochi giorni dal 21º compleanno. Come ha festeggiato, venerdì sera, il suo debutto da titolare?


«Ma no, sinceramente non ho sentito nessuno dopo la partita. Ero tranquillo e soddisfatto, sono tornato a casa e sono andato a letto. Contento».

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