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L’Inter non teme il confronto con il Napoli-show

Spalletti: «Loro giocano benissimo, ma noi siamo pronti». Sarri con la grana Insigne

ROMA. «A Napoli non ci tireremo indietro, perché ormai ci siamo dentro fino al collo e andremo a giocarcela ad armi pari». È il grido di battaglia dell'allenatore dell'Inter, Luciano Spalletti, alla vigilia della partita contro il Napoli al San Paolo. Una sfida al vertice che, in caso di vittoria, significherebbe primo posto. Il tecnico toscano non fa pretattica e non si nasconde. Sa perfettamente che l'avvio di campionato quasi perfetto dell'Inter è stato baciato da un po’ di fortuna. Ma poco importa, Spalletti non è scaramantico e, anzi, sa di essere nato sotto una buona stella. «Sono uno che ha il vento a favore. Sono figlio di Ilva e Carlo, i miei genitori, e so di essere fortunato al di là del calcio. E comunque ho più fortuna di quanto si sia visto finora. Scaramanzia? Abbiamo anche la tutela di monsignor Luigi Mistò che cura la cappella di Appiano Gentile, abbiamo tirato dentro anche lui. È un difensore eccezionale alle gufate».

Spalletti sorride, ironico e sicuro dei propri mezzi al di là della buona sorte. Contro il Napoli non sarà certo facile. «Non ci sono scorciatoie, dobbiamo essere bravi e basta. Loro sono lo spot del calcio», ammette l'allenatore dell'Inter, «Sono dove avevano programmato di essere, non concedono nulla all'avversario. Sarri, visto come allena, se avesse continuato a lavorare in banca sarebbe diventato ministro dell'economia».

Dedizione e attenzione ai particolari, caratteristiche comuni ai due allenatori. Spalletti sa che c'è ancora gap tra le due squadre, ma crede nel colpaccio, nell'ottava vittoria stagione che varrebbe sorpasso e primo posto in classifica. «Partite come questa», dice, «possono creare un'ubriacatura. È meglio tenere i piedi per terra. Ci piacerebbe giocare bene come il Napoli, per ora non ci siamo riusciti. Ma questa squadra di esami ne ha già dati. Se siamo a questo punto non è per caso, vuol dire che abbiamo studiato e siamo pronti al confronto».

Ora c'è da sfatare il tabù San Paolo che in campionato dura da vent'anni. Non avere le coppe è un'arma in più per l'Inter, anche se Spalletti non crede di avere un vantaggio. «Non serve dire ai miei che l'anno scorso a Napoli ho vinto. La squadra di Sarri ha giocato in Champions», spiega il tecnico, Ma noi saremo gli stessi di domenica». Joao Mario è recuperato e convocato, ma sarà Borja Valero a partire dal 1', almeno a sentire Spalletti: «È stato ineccepibile nel derby, un muro».

Sul fronte partenopeo, dfficilmente ce la farà Lorenzo Insigne: lui stringe i denti, non si rassegna e ieri, dopo due giorni di sosta assoluta, ha ripreso ad allenarsi, sia pure in maniera differenziata rispetto al resto del gruppo. Ma le speranze che stasera possa scendere in campo nella squadra che affronterà l'Intero non sono molte. Indubbiamente un duro colpo per Sarri che da 51 partite consecutive non rinuncia al suo
attaccante. L'allenatore non ne parla, ma sicuramente ha già deciso la strategia alternativa. Probabilmente dovrà essere Zielinski ad adattarsi al ruolo di esterno sinistro d'attacco, anche se qualche chanche ce l'ha Ounas. E non è del tutto da escludere la sorpresa Giaccherini.



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