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IL RACCONTO DELLA PROPRIA ESPERIENZA DAVANTI AI GIOVANI FISCHIETTI  

Di Liberatore: «I nostri arbitri sono dei fuoriclasse perché il campionato di A è assai difficile»

ESTE. Due ore filate tra aneddoti, storie di vita e consigli. Così Elenito Di Liberatore, assistente arbitrale internazionale, non a caso fra i migliori dell’organico tecnico di Serie A, ha...

ESTE. Due ore filate tra aneddoti, storie di vita e consigli. Così Elenito Di Liberatore, assistente arbitrale internazionale, non a caso fra i migliori dell’organico tecnico di Serie A, ha intrattenuto i partecipanti all’incontro organizzato mercoledì sera dalla sezione Aia di Este. «Godetevi le vostre prime partite, perché resteranno per sempre nel vostro bagaglio di esperienza», ha confidato ai giovani arbitri il guardalinee 44enne, internazionale dal 2009. «Io, per esempio, ricordo tanto le mie prime direzioni sui campi abruzzesi in terra battuta, con i giocatori che mi rincorrevano dopo un gol convalidato, quanto l’esordio in Champions League al Camp Nou, un Barcellona-Panathinaikos, con Messi, Xavi e Puyol che facevano scatenare i tifosi in un boato assordante».

Di Liberatore non si è risparmiato nel racconto delle sue vicissitudini: la malattia (un tumore al testicolo) che gli ha cambiato la vita verso la fine del 2014, superata alla grande con il ritorno in campo in un Chievo-Lazio, per non parlare delle grandi “trasformazioni” della sua carriera: «Nel 2006 mi chiamarono per l’amichevole Germania-Svezia, a Gelsenkirchen, con Stefano Farina, un grande fischietto mancato pochi mesi fa», ha ricordato l’assistente della Can A, che nella vita di tutti i giorni è docente al conservatorio di Taranto. «Fu stranissimo: un mese prima ero sul divano, davanti alla tv, a tifare per la nostra Nazionale».

E a proposito dell’emozione di rappresentare il movimento calcistico italiano nelle massime competizioni internazionali (l’anno scorso è stato l’assistente di Rizzoli nella semifinale di Euro 2016 Germania-Francia), Di Liberatore ha chiarito: «È una bella responsabilità, ma bisogna avere grande equilibrio. Dopo il fischio d’inizio l’ambiente si fa “asettico”, si pensa soltanto a diventare macchine perfette, in grado di ricostruire nella propria testa ciò che gli occhi, talvolta, non riescono e non possono vedere».

Sulla qualità degli arbitri non ha dubbi: «I fischietti italiani sono semplicemente dei fuoriclasse. Il nostro campionato è molto difficile: succede tutto in un centesimo di secondo e la concentrazione dev’essere ai massimi livelli».

Ha presenziato all’incontro un altro volto noto della classe arbitrale, il padovano Daniele Chiffi, oltre al vicepresidente
del C.R.A. Veneto Luca Segna. Nel frattempo, venerdì 20 ottobre, alle 20. 30 (al Paleste di via Baden Powell), ripartirà il corso gratuito per arbitri di calcio organizzato dalla sezione atestina, aperto a tutti i ragazzi e alle ragazze fra i 15 e i 35 anni. Francesco Vigato

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