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Padova a Ravenna, la grande occasione

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Padova a Ravenna, la grande occasione

Primo turno infrasettimanale di Lega Pro. Bisoli: «Aggressivi ma furbi: e se vinciamo ancora sai che entusiasmo»

PADOVA. Il primo turno infrasettimanale della stagione mette il Padova di fronte ad una grande opportunità. La classifica, dopo le ultime due vittorie, è migliorata sensibilmente, e un altro successo, sul campo del Ravenna (ore 18.30), avvicinerebbe ancora di più la testa, visto che il Renate capolista riposa. Si gioca allo stadio “Benelli”, teatro di piacevolissimi ricordi: l’ultimo precedente è la semifinale vinta nel 2009 con i gol di Patrascu e Falsini, che spalancò ai biancoscudati di Sabatini le porte della finalissima per la B con la Pro Patria. Oggi, otto anni dopo, il sogno è esattamente lo stesso, anche se il campionato non è arrivato neanche ad un quarto del percorso.

«Abbiamo la possibilità di accorciare ancora sulle prime della classe», dice Pierpaolo Bisoli, «Se vincessimo la terza gara di fila, la classifica subirebbe un bello scossone e accrescerebbe l’entusiasmo dell’ambiente. Ma dobbiamo pensare a una gara per volta, quella di Ravenna è una partita in cui avrà un vantaggio chi sarà riuscito a recuperare meglio le forze, anche se io sono convinto che con l’applicazione qualche volta si possa anche sopperire alla stanchezza».

Come sta la squadra? «Negli ultimi allenamenti l’ho vista molto concentrata, sono tranquillo, ma so che le insidie sono dietro l’angolo. Noi giochiamo ad un ritmo elevato, pressiamo molto e per questo avremmo forse bisogno di più giorni per riprenderci del tutto, rispetto a chi gioca con la palla lunga».

E che gara si aspetta? «Il campo del Ravenna è molto stretto, e di sicuro non ci agevolerà. Dobbiamo giocare come a San Benedetto, accorti e cattivi, provando a far male quando avremo le possibilità e gli spazi per ripartire. Il Ravenna ci chiuderà e dovremo replicare facendo girare velocemente la palla, senza innervosirci nel caso in cui, ad inizio gara, qualcosa non ci riuscirà del tutto: anche col Santarcangelo, nei primi minuti, siamo stati un po’ macchinosi, ma trovato il vantaggio abbiamo proseguito bene».

Pensa ad un po’ di turnover? «In allenamento mi sono sembrati tutti in grande condizione, ma è normale che non possa essere così per tutti. Devo valutare se fare qualche cambio, in considerazione delle tre gare ravvicinate, ma d’altro canto non vorrei stravolgere la formazione. Contessa? Giocherà, è in mezzo al campo che forse dovremo stringere i denti. Tabanelli non c’è ancora, e non voglio rischiare Mandorlini, ma abbiamo De Risio e Serena freschi, e uno dei due molto probabilmente partirà titolare».

In attacco, invece? «Da domenica ad oggi credo che Capello e Guidone abbiano recuperato abbastanza bene, ma mi prendo tutto il tempo necessario per decidere la coppia titolare. Candido è giovane, ma sono convinto che possa partire dall’inizio vista anche l’iniezione di fiducia che gli ha dato il gol di domenica sera: è il candidato numero uno a giocare tra le
linee».

Come trequartista finora ha provato tre elementi molto diversi: Candido, Belingheri e Capello. Qual è il trequartista ideale per il suo gioco? «L’ideale sarebbe un giocatore con la forza di Capello, l’attacco allo spazio di Candido e la qualità tecnica di Belingheri...».

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