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Colpaccio del Pozzonovo, tre punti d’oro

La Vigontina, colpita a freddo dal quotato Caldiero, riesce a reagire: pareggio su rigore di un Cazzadore di altra categoria

BUSA DI VIGONZA. Continua a stupire la Vigontina San Paolo: i ragazzini terribili di mister Giuseppe Camparmò, accreditata dai catastrofisti come vittima sacrificale del girone, esce indenne dal primo difficoltoso ciclo imposto dal calendario pareggiando contro il più quotato Caldiero Terme. Tra Montecchio, Pozzonovo, Euromarosticense e appunto Caldiero, in pochi avrebbero scommesso sui sei punti (una vittoria e tre pareggi) racimolati. Invece, gli “imberbi di Busa” si ascrivono ufficialmente alla categoria di mina vagante del campionato, merito del gioco arioso e propositivo, del carattere mai domo, di un Cazzadore fuori categoria e della freschezza atletica mulinata sui campi. Tanto per inciso, l’1-1 di ieri in via Aldo Moro sta stretto ai padovani che domenica prossima, in trasferta contro la Belfiorese, sono attesi dall’esame di maturità.

I gol. Al 5’ passano i veronesi in maniera quasi casuale: il tiro da fuori di Marini è ribattuto dal polpaccio di Buson, la sfera schizza in area dove viene sbranata da Guccione che col piattone infila Bagherini; pareggia al 47’ Cazzadore su calcio di rigore, concesso per la spintarella di Gecchele (ammonito) sullo stesso attaccante vigontino.

Promossi. Fabio Cazzadore. Si conquista il rigore e lo trasforma con consumata bravura, prima costringe Sabaini al salvataggio sulla linea dopo aver dribblato anche le ombre degli avversari. Ma questo è il meno: manda continuamente ai matti i centrali veronesi pressandoli, saltandoli e invitandoli a sedersi a terra. Ecco il “craque” che, a Vigonza, mancava da una decade.

Bocciati. Michael Bonetti: entra a venti minuti dalla fine per Pauletto nel tentativo di far saltare il banco. Riesce soltanto a far saltare i nervi a un pentito Piuzzi che si autoflagellerebbe come il Tafazzi di Mai dire gol.

Hanno detto. Mister Giuseppe Camparmò può sorridere: «Se dopo queste prime quattro partite mi avessero detto che avremmo raccolto sei punti ci avrei messo la firma. Tutte le squadre fin qui incontrate, almeno sulla carta, ci erano superiori. La mia preoccupazione più grande era quella di amalgamare in fretta un gruppo nuovo, composto da tanti giocatori che non si conoscevano. Invece i risultati ci stanno meritevolmente premiando. Anche stavolta c’era un po’ di rammarico negli spogliatoi per non
aver raggiunto la vittoria. Devo dare atto ai miei che, nonostante la carta d’identità, non si sono abbattuti per l’immediato svantaggio, anzi sono venuti fuori con personalità e carattere. I complimenti sono arrivati anche dalla società».

Sergio Campofiorito



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