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Citta, cuore e difesa Sbancata Empoli

Litteri fa saltare il “Castellani” dopo 8’. Ripresa in trincea

INVIATO AD EMPOLI. Il Cittadella è diventato corsaro. Finalmente. Non siamo ancora ai livelli (strepitosi) iniziali della passata stagione - 5 successi nelle prime 5 giornate, per poi cadere alla sesta, con 15 punti in classifica e primo posto inattaccabile - ma in una settimana il vento ha girato il suo corso, soffiando forte sulle vele della navicella granata, scuotendola da cima a fondo e spingendola decisamente in mare aperto, dove ora macina miglia che è un piacere.

A Novara imprecavamo per un pareggio sfumato al 94’, che aveva fatto arrabbiare tutti; ad Empoli, sul campo di una delle “big” del torneo, Iori & C. hanno portato via l’intera posta in palio. Primo successo esterno in campionato e balzo sul quinto gradino della classifica, a tre lunghezze dalla coppia di testa Perugia-Frosinone. Insomma, bravi a rimettersi in carreggiata nel giro di una settimana, facendo il pieno in due partite, 6 punti su 6, con 5 gol realizzati e neppure uno subìto. È presto per dire se questa è la squadra-tipo, anche perché se fai discorsi del genere all’allenatore non avrai mai una conferma, certo è che il Citta visto all’opera prima contro i romagnoli e poi con i toscani è parso decisamente di altra levatura rispetto alle versioni precedenti, compatto, organizzato, solido e molto robusto dietro, dove Paleari (riconfermato nonostante il recupero di Alfonso, finito in panchina) ha salvato il risultato in due occasioni e dove la coppia centrale Pelagatti-Varnier ha messo la museruola a due punte tra le più pericolose della categoria, come Donnarumma e Caputo. Positivo il lavoro dei centrocampisti, instancabile quello del tandem offensivo composto da Litteri e Kouamé.

Il gol di Litteri. Al “Castellani” il tecnico ha riproposto per dieci/undicesimi (un solo cambio, Siega per Pasa) la formazione che aveva annichilito il Cesena nel turno infrasettimanale, e il merito del Citta, in un pomeriggio soleggiato, con temperatura ancora estiva, è stato nell’approccio alla sfida. Sbarazzini, audaci, concentrati e spesso primi nell’anticipo su ogni pallone, i padovani hanno raccolto subito il frutto di una tattica per nulla guardinga. Giro di lancetta numero 8 e Kouamé, appena dentro l’area, sulla destra, ha sparacchiato un tiraccio verso la porta di Provedel, inventando di fatto un assist al bacio per Litteri, appostato a pochi metri dal palo opposto: la deviazione di destro del centravanti non ha dato scampo alla retroguardia di casa. Secondo centro per il bomber e sempre in trasferta, dopo quello di Frosinone.

Il palo di Donnarumma. La reazione dell’Empoli, colpito a freddo, ha portato Donnarumma ad inventarsi uno splendido destro a giro, che ha colpito il palo esterno alla sinistra di Paleari (16’). Per il resto, gli uomini di Vivarini hanno combinato ben poco sino all’intervallo, pur contando su più centrocampisti: un tiro di Castagnetti da fuori, sul quale l’estremo difensore si è disteso in tuffo, mettendo sul fondo (31’), e una mischia in area, su punizione di Krunic, con tocco finale di Romagnoli facilmente neutralizzato dallo stesso portiere ospite (36’).

Sino all’intervallo meglio comunque il Citta della nobile decaduta, per disposizione, personalità ed efficacia nelle geometrie, anche se alcune ripartenze di Kouamé, Litteri e Schenetti avrebbero meritato miglior sorte, solo ci fosse stata un po’ più di precisione negli ultimi 25 metri.

Paleari super. Com’era prevedibile, dopo l’intervallo la squadra di Vivarini è partita a testa bassa, caricando come un toro, e creando situazioni pericolose a ridosso dell’area granata, ma qui si è visto il salto di qualità, frutto del lavoro svolto nell’ultima settimana, dei difensori, protetti dai centrocampisti e aiutati dai rientri positivi delle punte. Il Citta si è arroccato attorno al suo fortino, sulla cui torre la bandiera granata rimaneva salda nelle mani di Paleari. Il portiere ha salvato i tre punti con due interventi maestosi su Krunic, il primo quando al 6’ il bosniaco, saltati tre avversari, si è involato verso la porta scagliando un bel destro sul quale l’estremo difensore ha compiuto un autentico “miracolo”, volando a sulla sua destra e deviando sul fondo (6’), il secondo intercettando da pochi passi la deviazione del centrocampista sul palo opposto a quello da cui era stato battuto un corner (17’). La squadra ha resistito caparbiamente, con coraggio, cercando anche di far respirare i difensori con palloni indirizzati all’ivoriano, là davanti, il cui lavoro è stato continuo. E alla fine l’Empoli si è esaurito da solo, come una batteria scarica.

Comprensibile l’esultanza in tribuna del presidente Gabrielli, con moglie
e sorella Margherita al seguito, e della ventina di tifosi piazzatisi in curva. Ora arriva la Virtus Entella al Tombolato. Di solito si dice: “non c’è due senza...”. Tocchiamo ferro, ma la chance per salire ancora è su un piatto d’argento.

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