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«Il popolo contro i padroni»: il derby secondo Sinisa

Per Juve-Toro, pezzo forte del sabato, il tecnico granata Mihajlovic rispolvera antichi stereotipi

TORINO. “Popolo e padrone, ragione e passione, colori e bianconero". Sinisa Mihajlovic rispolvera concetti forse un po’ retrò, ma sempre cari ai tifosi granata per entrare nel clima del derby, sulla carta il più equilibrato degli ultimi anni. Una stracittadina unica, secondo il tecnico serbo, che ha vissuto prima da calciatore e poi da allenatore i quattro principali derby in Italia: «In nessun altro c'è così tanta differenza nel dna e nella storia delle due squadre, come in quello di Torino», dice.

La capolista, reduce da sei scudetti consecutivi, contro il Torino di Mihajlovic che spera di tornare in Europa: «Contro la Juve nessuno parte favorito. Da sei anni è la più forte d'Italia, ha giocato due finali di Champions, la rispetto molto. Dybala è il miglior giocatore del campionato, Higuain un bomber fantastico, Mandzukic un lottatore, Cuadrado ha talento. per non parlare degli altri...». Apparentemente una sfida dall'esito scontato che diventa impari se si mettono a confronto i fatturati e il monte ingaggi. Eppure il tecnico serbo, per indole e per convinzione, non parte sconfitto: «Sarà una partita difficile per noi e per loro, abbiamo Belotti, Ljajic, Niang, Baselli. Sono convinto che anche il mio amico Buffon non è tranquillo».

Torino contro Juventus è anche Belotti contro Higuain, due tra i bomber più prolifici della passata stagione. «Belotti deve incidere il proprio nome in queste partite perché ha il volto degli eroi antichi del Toro», è il pensiero intriso di romanticismo dell'allenatore granata, che proprio dal centravanti si aspetta una prestazione maiuscola. «Walt Disney diceva che “se puoi sognarlo, puoi farlo”. Facile capire qual è il nostro sogno per il derby. Ma per realizzarlo dovremo giocare da Toro, senza paura sfruttando le occasioni che capitano ed essere concentrati dietro». Prestando particolare attenzione a Higuain nonostante il periodo non particolarmente brillante: «Ho giocato per anni, conosco quel tipo di calciatore. Appena sbagli, ti fa gol. Lasciamolo dormire, se si sveglia ci morde come nei precedenti derby».

Derby di Torino vuol dire anche polemiche che precedono e seguono la sfida: «Spero di vivere un derby senza arrabbiarmi, adesso esiste la Var per le situazioni dubbie. I cori dello scorso anno? Allo Stadium c'è un'acustica molto buona e se ripetono “serbo di m...” spero lo senta anche il quarto uomo. Non è offesa solo per me, ma per tutto un popolo».

E alla Juve, cosa dicono? La carica la dà Max Allegri: «Per la Juventus ha la stessa importanza del Toro», spiega il tecnico bianconero, «Perché è un derby e perchè servono tre punti. Non è di secondo piano né rispetto alla Champions
né alle altre partite».

Una vittoria per esaltare la piazza, tre punti per proseguire in una marcia perfetta fino a questo momento: «Per noi centrare il settimo scudetto deve diventare un obiettivo primario, perché è un'impresa mai riuscita a nessuno, a parte il Lione».



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