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Tamberi stecca, è fuori dalla finale

I Mondiali di atletica. L’azzurro si ferma a quota 2,29: «Ho dato il massimo»

LONDRA (Inghilterra). Gianmarco Tamberi rimane fuori dalla finale dei Mondiali di Londra. Il campione mondiale indoor e d'Europa di salto in alto, al rientro in azzurro dopo il brutto infortunio patito un anno fa al meeting di Montecarlo, chiude la qualificazione a quota 2,29, il suo miglior salto di questa stagione. Il marchigiano della Fiamme Gialle, complici alcuni errori nei vari step della progressione, è tredicesimo e primo degli esclusi a pari merito con l'ucraino Andriy Protsenko e il brasiliano Talles Silva. In sei superano il 2,31 della promozione diretta: Mutaz Barshim, Bohdan Bondarenko, Danil Lysenko, Mateusz Przybylko, Tihomir Ivanov e Robbie Grabarz. In cinque, compreso, Tamberi, vedono sfumare la finale con 2,29.

Non era mai successo, nemmeno due anni fa ai Mondiali di Pechino, quando in tre furono eliminati con questa misura.

A Londra, appena ventenne ma con già un 2,31 alle spalle, nel 2012 Tamberi aveva vissuto l'emozione della sua prima Olimpiade.

Oggi la qualificazione inizia a 2,17, una formalità per lui che in pedana si presenta con l'adesivo di una bandierina tricolore sulla spalla sinistra. Un intoppo a 2,22: l'azzurro finisce troppo sotto allo stacco e fa cadere l'asticella, Anche al secondo assalto l'asticella balla sui ritti, ma resta al suo posto. Tamberi cerca la concentrazione per i 2,26: il primo tentativo, però, è un errore netto, mentre al secondo, dopo essersi caricato e aver invocato l'applauso del pubblico, ce la fa anche se l'asticella sussulta di nuovo. Si sale a 2,29, quota che Tamberi non ha ancora saltato dopo il rientro dal brutto infortunio di un anno fa a Montecarlo. Troppo sotto al primo tentativo, niente da fare. Non bisogna più sbagliare e 'Gimbo' lo sa benissimo, così alla seconda prova centra l'obiettivo. Il problema è che la qualificazione deve per forza continuare, perché sono 17 gli atleti ancora in gara: 2,31 è il prossimo step. Qui comincia un'altra storia, e quei due centimetri in più diventano una scelta obbligata per l'azzurro. Le sue ambizioni, però, devono infrangersi contro un triplice "X".

Dopo il terzo salto, Tamberi rimane con la faccia schiacciata sul saccone e la delusione si trasforma in lacrime: il suo Mondiale finisce qui. «Ho lottato fino alla fine, fino all'ultimo salto, ci ho messo l'anima» commenta Tamberi in lacrime «Ci ho messo l'anima, non mi sono arreso neanche un secondo. A 2,29 mi sono stupito di me stesso, perché oggi è una di quelle giornate in cui non mi stacco da terra. Speravo con tutto il cuore che bastasse per la finale, e invece oggi serviva fare di più... Non parlo mai di fortuna, ma oggi, dopo tutto quello che ho passato, credevo di meritarmene un pizzico. E' difficile da accettare, perché
nell'ultimo anno non ho fatto mai un passo indietro, non mi sono mai arreso, non mi son risparmiato nulla. «Ora ho bisogno di rifiatare» continua «improvvisamente sento addosso tutto il peso degli allenamenti fatti, della riabilitazione, della dieta. Sono stanco, non mi reggo in piedi».

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