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L’Euganeo forse è troppo, ma va risistemato

Ci lasciamo alle spalle un meeting di assoluto spessore mondiale, organizzato come si deve e capace di emozionare i tanti appassionati di atletica accorsi ieri (anche perché l’ingresso gratuito è una...

Ci lasciamo alle spalle un meeting di assoluto spessore mondiale, organizzato come si deve e capace di emozionare i tanti appassionati di atletica accorsi ieri (anche perché l’ingresso gratuito è una calamita irresistibile) per assistere alla parata di stelle allestita da Leopoldo Destro e da Assindustria Sport. L’Euganeo, che non dovrebbe - ma il condizionale è d’obbligo finchè non partiranno i lavori al Colbachini - più ospitare in futuro la manifestazione, trasferita appunto nell’impianto all’Arcella, è comunque dispersivo anche per la “regina” degli sport, senza contare che la pista su cui si corre è inadatta alle esigenze di atleti e atlete impegnati nella velocità, nel mezzofondo e nel fondo.

Dunque - in tribuna era presente anche il neo sindaco Sergio Giordani - una rivisitazione dello stadio, inaugurato nel 1994, si impone, per garantire una maggiore comodità (in tutti i sensi, visione compresa) e un migliore utilizzo di una struttura che ha bisogno di un restyling in piena regola. I progetti - e qui torniamo al calcio - ci sono, e non sono peregrini: certo, servono i soldi, molti, ma la politica deve rendersi conto che, per fare qualcosa di buono a favore dello sport in questa città,
serve più coraggio. E coraggio significa, ad esempio, pensare ad avvicinare le curve al terreno di gioco, lasciando perdere la pista, ormai superata. Se Padova vuole tornare nell’olimpo del pallone, il passo va compiuto. E possibilmente in fretta, non alle calende greche. (s.e.)

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