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Ecco le 21 avversarie del Citta di Venturato 

Solo una panchina da assegnare: ma a Palermo è caos

CITTADELLA. Balla una sola panchina in Serie B, così come nella Liga spagnola. E il minimo comune denominatore è, curiosamente, lo stesso: Maurizio Zamparini. Proprio così. Con la promozione tra i cadetti del Parma, che ha piegato per 2-0 l’Alessandria nella finale playoff di Lega Pro, il quadro delle partecipanti al campionato 2017/18 è definito. E, quasi ovunque, è definito pure il nome di chi sarà in panchina, con 10 società su 22 che, proprio come ha fatto il Cittadella con Roberto Venturato, hanno scelto la via della continuità, confermando il tecnico della scorsa stagione. Anche chi ha deciso di cambiare si è mosso per tempo, tranne che… a Palermo. In casa rosanero regna infatti l’incertezza e lo stesso Zamparini ha avuto modo di spiegare nelle scorse ore che «il gruppo rappresentato da Baccaglini (padovano, ndr) non ha presentato nessuna offerta sino a questo momento, c’è solo un contratto con le cifre firmato all’origine. I soldi a me li possono dare anche l’anno prossimo, ma gli investimenti sul Palermo li devono fare adesso». Va da sé, dunque, che prima di decidere chi sarà il tecnico occorrerà capire chi sarà il proprietario del club. Ma la curiosità è che Zamparini tiene in scacco anche la panchina del Las Palmas, ultima squadra rimasta senza guida in Spagna: in realtà Roberto De Zerbi lavora già da alcune settimane in terra iberica, ma ad oggi il suo ingaggio non è ufficiale per via delle “trattative” legali tra l’entourage dello stesso De Zerbi e il proprietario del Palermo. Oggetto del contendere, la clausola anti-esonero (500 mila euro) presente nel contratto biennale che De Zerbi ha sottoscritto a settembre 2016 e che Zamparini non intenderebbe pagare, richiedendo la risoluzione per gravi inadempienze, sostenendo che De Zerbi avrebbe perso appositamente la partita di Coppa Italia contro lo Spezia del 30 novembre scorso.

Per quanto riguarda le altre due retrocesse dalla A, il Pescara ha confermato per tempo Zeman, mentre sulla panchina dell’Empoli siederà Vincenzo Vivarini, ex Latina, che ha preferito i toscani al Novara, lì dove si è sistemato Eugenio Corini. Altra panca ancora non assegnata è quella della Ternana, ma in Umbria sono altri i grattacapi di cui tener conto, dopo il disimpegno della famiglia Longarini e il passaggio nelle mani di Stefano Bandecchi, già fondatore dell’Università Niccolò Cusano. A quel punto le caselle di direttore sportivo e allenatore verrebbero occupate, rispettivamente, da Luca Evangelisti e Sandro Pochesci, già alle dipendenze di Bandecchi all’Unicusano Fondi (altro club di sua proprietà). Il Bari ha, invece, puntato tutto sull’ex campione del mondo Fabio Grosso, che dalla Primavera della Juventus ha fatto il grande salto alla guida dei “galletti”. E nella frenesia del “mercato”, quasi stona la lunga lettera d’addio di Fabrizio Castori, che ha lasciato dopo tre stagioni la guida del Carpi, concludendo con queste toccanti parole: «È solo un momento di crescita, come un ragazzo che si stacca dalla propria famiglia per poter fare un’esperienza in un altro posto, ma avendo sempre, nel cuore e nell’anima, l’identità di questo gruppo, che era, è e resterà la mia famiglia». I biancorossi modenesi hanno quindi deciso di ripartire da Antonio Calabro, reduce dall’esperienza con la Virtus Francavilla in Lega Pro. Con l’allenatore se n’è andato anche il ds Giancarlo Romairone, che ha preso il posto che poteva essere di Stefano Marchetti, poi rimasto a Cittadella, al Chievo. Tra le ultime società a muoversi la Pro Vercelli, che ha
scelto Gianluca Grassadonia, nelle due stagioni più recenti alla Paganese, in Lega Pro. Il suo arrivo ha liberato Moreno Longo, erede di Pasquale Marino al Frosinone. Lo Spezia ha infine optato per Fabio Gallo, reduce dall’esperienza al Como, in Lega Pro.

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