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Le nozze social di Alice e Morata sposi al Redentore 

Il “sì” del bomber del Real e della modella mestrina Gli auguri di Papa Francesco. In 400 alla festa

VENEZIA. Sì, è arrivato il messaggio di auguri non proprio usuale di Papa Francesco. Sì, la chiesa del Redentore è stata addobbata con due tir di rose, peonie, ortensie rigorosamente bianche. Sì, gli ospiti in attesa sono stati dissetati con mini lattine trasparenti di “Agua N9 Edition Especial Alice&Alvaro”. Sì, alla Giudecca è arrivato un pezzo di Real Madrid, con Isco, Carvajal, Nacho e un centinaio di ragazzi - per ore sotto il sole - si sono sbracciati per un autografo di Zaza e della fidanzata fashion blogger Chiara Biasi. E, no, l’annunciato Cristiano Ronaldo non si è visto: dato in arrivo con jet privato, nella lista degli invitati in realtà non c’è mai stato, colpo di genio del marketing social per accendere ancor più i riflettori sulle nozze.

Ma alla fine, quello tra Alvaro Morata e Alice Campello, il calciatore del Real Madrid e la modella mestrina da un un milione di follower, è stato un matrimonio....normale: nessuno se l’è tirata troppo, i body guard sono stati discreti, tra le ospiti si sono visti equamente distribuiti abiti bellissimi per donne bellissime, lunghi, floreali, colorati, scollati, ma anche orribili scarpe d’argento e zeppe di sughero, improbabili pizzi rossi trasparenti, pance scoperte e spacchi inguinali.

Con buona pace di chi nella notte aveva fatto volare in acqua le transenne temendo chissà quale occupazione militare dell’isola, non c’è stata paralisi del traffico alla George&Amal (le due barche e i quattro vigili urbani in servizio sono stati pagati, come da tariffa), il clima era rilassato, la mezz’ora canonica di ritardo rispettata, la cerimonia officiata in italiano e spagnolo da don Carlos durata neppure un’ora.

Come da rigore è arrivato prima Alvaro, al braccio della madre; un quarto d’ora dopo, Alice, accompagnata dal padre, inguainata in un abito panna dal lunghissimo strascico e con le spalle nude, portato con consumata nonchalance. Fratello, cugino e due amiche i testimoni. Tutti sorridenti, senza tensioni, mentre su Instragram gli ospiti hanno subito postato foto e video, senza ossessioni di esclusive e divieti. Alvaro e Alice si sono scambiati la promessa, scritta da loro: «Voglio essere la tua gioia e il tuo riposo, il tuo orgoglio». Le fedi, la musica dell’Ave Maria. Un classico: anche per due ventenni che non sembrano tali. All’uscita, dai ragazzi in attesa si è levato il grido “Juve, Juve”, gli ospiti hanno lanciato nell’aria petali di rosa distribuiti dalle hostess della Venice First che ha organizzato le nozze e in un battibaleno, il signore e la signora Morata hanno raggiunto il motoscafo “Amore” (questo, sì, lo stesso della coppia Clooney) salutando con la manina e scambiandosi un bacio. Dopo la cerimonia i 415 invitati hanno fatto le 6 di mattina ballando e cantando tra i gazebo del parco del
Jw Marriott, affittato in blocco per tre giorni dagli sposi (facendo salire di parecchi zeri il costo delle nozze). La torta? Enorme, scesa dal soffitto della grande tenda, tra una pioggia di petali di rosa. I regali? Ordine tassativo: nulla, accettate solo donazioni benefiche.



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