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«Occhio, Padova inizia un campionato tutto diverso»

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«Occhio, Padova inizia un campionato tutto diverso»

Calcio Lega Pro. Emerson: «Il ritiro ci ha ricompattato adesso bisogna tirare fuori il meglio, nulla ci è precluso»

PADOVA. Alla fine è andato tutto come sperato. Se nelle ultime settimane all'aspettativa di una nuova accelerazione era sempre corrisposta una frenata, contro il Lumezzane il Padova ha ritrovato gol e vittoria. Proprio sulla linea del traguardo, quando i playoff sono ormai in rampa di lancio. Domenica scatta la lunga corsa verso quell'ultimo posto in Serie B a disposizione delle 28 squadre rimaste. E i biancoscudati, rialzatisi dopo una settimana di ritiro, e dopo sei partite senza successi, devono sfruttare il 2-0 sui valgobbini come una vera e propria rincorsa.

«Ci tenevamo a vincere», le parole di Emerson, uno dei veterani dello spogliatoio biancoscudato, «I tre punti ci servivano per il morale, era fondamentale riprendere coraggio, ritrovare fiducia dopo qualche partita in cui ci siamo persi. Una vittoria ci può dare il gas per ripartire, adesso arrivano i playoff e sarà tutta un'altra storia. Nelle ultime sei partite, prima del match di domenica scorsa, il Padova aveva sbagliato tanto: gli episodi a volte ci hanno punito, ma noi siamo stati dei "polli" a non cercare di portarli dalla nostra parte. Archiviamo quello che è passato, e pensiamo ai playoff».

In ritiro cosa vi siete detti tra compagni di squadra? "Niente, non c'era nulla da dire. Ci siamo guardati negli occhi, sapevamo che non era un ritiro punitivo, ma che ci sarebbe dovuto comunque servire per ritrovarci, per ricompattarci e per tirar fuori le nostre migliori qualità, dimenticando i passi falsi peggiori. Domenica si è visto un gruppo più tranquillo, un Padova che ha sbagliato meno, con più fiducia e coraggio. Quando vivi questi momenti puoi solo pedalare, cercando di parlare il meno possibile. Qualcosa di sbagliato c'è stato nelle ultime settimane, e i primi responsabili siamo noi giocatori».

L'Albinoleffe è un buon avversario da affrontare nella prima gara? «Inizia un campionato tutto nuovo, non c'è modo di starci a pensare su. In questa stagione abbiamo imparato che chiunque può metterci in difficoltà: io sono del pensiero che dobbiamo fare il nostro gioco, con l'atteggiamento giusto e sapendo che adesso bisogna dare tutto. E che ogni obiettivo è aperto».

Però Bassano e Feralpi avrebbero potuto essere avversari più tosti, non crede? «Avrebbero potuto portare brutti ricordi, questo sì, e da questo punto di vista può essere un bene non trovarle. Però non guardo a chi incontriamo, in una partita secca tutto può succedere: il fatto che con l'Albinoleffe, a dicembre, si sia vinto in maniera netta non vuol dire niente. Io li ho fatti tante volte i playoff in carriera, e so cosa può fare la differenza. Troppe volte, quando sono stato eliminato, è successo contro una squadra che in campionato avevo già battuto. È una partita da dentro o fuori, e bisogna avere la giusta determinazione».

Si sono chiuse le 38 giornate della regular season. Che voto dà al campionato del Padova? «Direi un 7, perché dopo un inizio un po' difficile, nel quale abbiamo fatto i fatica, ci siamo ripresi e abbiamo trovato una rincorsa incredibile, vincendo a Parma e Venezia, rimanendo in lotta con Pordenone e Reggiana. Fino a cinque giornate dalla fine eravamo secondi, quel che abbiamo fatto di buono non ce lo toglie nessuno».

Problemi in attacco... «Mi spiace per De Cenco,

il suo infortunio è stato un colpo per tutta la squadra, sarebbe bello potergli dedicare qualcosa di importante. Quanto ai fischi ad Alfageme, li ho trovati sbagliati. Andrebbe invece aiutato: da fuori può sembrare una fesseria, ma un applauso può farti svoltare in una giornata difficile».

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