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Processo alla fuga di notizie Fir, prima udienza

Rugby. Innocenti, Zanovello e Lorigiola chiedono la scadenza dei termini, il 17 maggio si va nel merito

ROMA.

Il caso fuga di notizie (o propalazione come viene tecnicamente contestato) nato sul clamore del precedente caso “fondo di solidarietà” riguardante il bilancio del rugby italiano, che vede ora deferiti alla Federugby i tesserati padovani Marzio Innocenti, Fulvio Lorigiola e Roberto Zanovello oltre al milanese Gianni Amore, ha vissuto ieri la sua prima udienza a Roma. Lunga ma senza mai entrare nel merito. Per quello tutto è rinviato alla prossima udienza fissata per il 17 maggio. Riepilogare non è semplice: tutto nasce l’estate scorsa nei mesi precedenti alle elezioni del rugby che hanno visto rieletto presidente Alfredo Gavazzi. Parallelamente qualche giorno dopo si chiudeva un’indagine della super procura del Coni su un esposto di Gianni Amore (uno dei candidati dell’opposizione) che aveva avuto l’effetto di produrre un deferimento al neo rieletto. Procedimento che si è poi spento con un’archiviazione. Sulla presunta pubblicità data al caso da parte di tesserati è poi invece scattata un’inchiesta della Fir del procuratore Salvatore Bernardi. Che avrebbe individuato nel rieletto presidente del comitato Fir Veneto, nell’avvocato padovano e nel neo consigliere Fir ex Cus oltre che in Amore i presunti responsabili.

Fra di loro i principali leader di Pronti al cambiamento, minoranza in consiglio e movimento d’opinione all’esterno. Ieri c’è stato solo il tempo di depositare le tante eccezioni difensive: quella più importante riguarda la scadenza dei termini per promuovere l’azione disciplinare. Se il collegio presieduto dall’avvocato Paolini dovesse accoglierla cadrebbe l’intero procedimento. Resta da capire se esista alla Fir un’analoga indagine sulla fuga di notizie relativa al caso “deferimento dei quattro”. Curiosità: l’accusa è retta dall’avvocato Bernardi.

Nel dicembre scorso la Commissione di Garanzia della Federugby gli ha sanzionato un richiamo per i ritardi dell’indagine sul delicato caso del “bullismo” all’Accademia Under 18 di Mogliano. L’indagine era partita da un esposto di Roberto Zanovello allora presidente del Cus Padova. (f.z.)

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