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La Juve? Una roccia Il Barça non sfonda

Grande partita al Nou Camp, bianconeri tra le prime quattro

BARCELLONA. Juve in semifinale di Champions League. Il muro bianconero (la difesa dei campioni d’Italia è la più forte d’Europa) ha retto all’assalto del Barça ed è approdata al traguardo, forte del 3-0 realizzato all’andata. La Juve, tuttavia, non è venuta al Camp Nou solo per difendersi, ma ha creato qualcosa anche in avanti. E la squadra di Luis Enrique, dopo un inizio non buono, si è data una mossa con Messi e Neymar,anche se Buffon sostanzialmente ha corso un solo pericolo.

Insomma, la squadra di Allegri ha saputo anche fare la “provinciale” in alcuni momenti, tenendo testa ad un avversario che non è sembrato affatto travolgente come annunciato alla vigilia dal suo allenatore. I bianconeri hanno avuto un’occasione clamorosa all’inizio della ripresa con Cuadrado, hanno sofferto, ma saputo anche ribattere. Le ondate blaugrana nel finale si sono infrante contro una retroguardia di acciaio.

La Juve si siederà così al tavolo dei più forti d’Europa: per il Barcellona il Camp Nou non è stato teatro di un’altra “remuntada” eccezionale, com’era già capitato contro il PSG, che a Parigi aveva addirittura vinto con 4 gol di scarto. Al di là degli episodi spiccioli, che hanno certamente influito sulla partita dei bianconeri, l’atmosfera dello stadio catalano e la presenza di Busquets (e di Jordi Alba) non hanno trasformato gli spagnoli. Allegri si è mantenuto sulla stessa linea della gara d’andata, il Barcellona è cambiato, ma sino a un certo punto: a Torino era sembrato una squadra dimessa, al Nou Camp è tornata la potenza di sempre, ma la Juve era preparata allo scontro ed è riuscita a passare il turno.

Nel primo quarto d’ora la Juve ha giocato in attacco e creato qualche situazione pericolosa con Higuain, che una volta non ha agganciato il pallone per il tiro, e in un’altra ha sparato alto; anche Cuadrado si è fatto vivo in fase conclusiva con una rovesciata finita fuori. Poi si è svegliato Messi e il Barca ha avuto due o tre situazioni favorevoli: l’asso argentino ha messo fuori di sinistro dal dischetto una palla d’oro e anche Neymar (il più vivace) non ha inquadrato la porta. Buffon ha dovuto respingere un sinistro di Messi, che ha poi tirato fuori. Higuain non ha dato forza a una palla di Pjanic. In sostanza, una Juve all’altezza che è calata, però, rispetto al primo quarto d’ora, ma ha saputo padroneggiare la situazione.

In avvio di ripresa Higuain ha dato un assist prezioso a Cuadrado, che da destra ha tirato fuori rasoterra: occasione persa. Neymar ha sprecato una palla da sinistra, sparando alto. Messi ha messo alta una palla dopo uno scambio con Neymar. La difesa della Juventus ha vissuto qualche momento difficile, ma ha retto all’assalto dei blaugrana. Allegri ha poi chiamato in causa Barzagli al posto della «Joya». Nel finale l’assalto del Barça si è fatto asfissiante, ma senza risultati concreti.

L’orologio è così andato avanti lentamente ma inesorabilmente verso il 90’. Alla fine il passaggio del turno dei bianconeri è apparso meritato, perché la Juve tre gol li ha segnati, all’andata. Il Barcellona con il suo attacco atomico, no. Ed è questa la vera impresa di Buffon & C.

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