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Italia contro Africa torna l’eterno duello

Maratona di Padova, mezza e dieci chilometri: ecco tutti i protagonisti

PADOVA. Africa contro Italia, come da tradizione. La Padova Marathon ha cambiato nome, ma non ha abbandonato la ricetta che, anno dopo anno l'ha portata a diventare maggiorenne, visto che quella in cartellone domenica sarà la 18ma edizione. Ci sono gli specialisti di Kenya e Marocco e una nutrita pattuglia azzurra, nel cast annunciato ieri da Assindustria Sport per la prova principale (che scatterà alle 8.45 dallo stadio Euganeo) e per la mezza (al via alle 10 da Abano, via Previtali).

AZZURRE PER IL BIS. Precedenza alle donne. Perché nella gara da 42 chilometri ci saranno due atlete che hanno già vissuto l'emozione di tagliare per prime il traguardo in Prato. Sono Federica Dal Ri, che l'anno scorso, al debutto nella maratona festeggiò subito con una vittoria, e che si ripresenta al via sull'onda dell'entusiasmo per l'affermazione ai recenti Tricolori di cross di Gubbio, e l'italo-marocchina Fatna Maraoui, che s'impose nel 2014, quando ancora si partiva da Campodarsego, e che vanta il miglior personale (2 ore 30'50"). Sulla loro strada la keniana Nelly Chepkurui, un primato più alto rispetto alle due azzurre (2 ore 42'25"), ma data in grandi condizioni.

DEMATTEIS E I KENIANI. E gli uomini? Il miglior crono d'iscrizione è quello del keniano David Toniok Cherono, che vanta un primato personale di 2 ore 10'39" e che in carriera si è già imposto nelle maratone di Gerusalemme ed Edimburgo. Dovrà guardarsi dai connazionali Eliud Kibet Too, primo a Dublino nel 2014, e Michael Njenga Kunyuga, esordiente nella maratona ma capace di correre la mezza sotto l'ora e 3'. Attenzione, poi, a due portacolori del Marocco come Lahcen Mokraji (2 ore 12'29") e Abdelhadi Tyar, secondo a Verona nel 2015. L’Italia sarà rappresentata da Bernard Dematteis, che si sta cimentando nella maratona dopo essere stato due volte medaglia d'oro agli Europei di corsa in montagna (2013-2014).

LA MEZZA DI PERTILE. La vera novità, a ben guardare, è il fatto che si sia riservata particolare attenzione alla mezza, gara che negli scorsi anni raramente vedeva atleti di alto livello accanto ai podisti più comuni. E invece il responsabile tecnico Giampaolo Urlando, anche grazie al supporto di Nike, ha potuto schierare una nutrita schiera di pretendenti al record della corsa (appartiene all'etiope Tesfaleem, un'ora 02'30" nel 2014). Al già annunciato Ruggero Pertile che, dopo l'affermazione del 2016 nella prova da 42 chilometri, stavolta sarà in gara in quella da 21, si affiancano i keniani Robert Ndiwa (un'ora 02''03" di personale), Silas Muturi Gichovi (un'ora 02'06'') e Victor Kiplimo, esordiente sulla distanza ma forte di un personale di 29'27" sui 10 chilometri. La "chicca" della gara è però la sfida tra Pertile e il suo allievo, l'italo-eritreo Eyob Ghebrehiwet Faniel, allenato proprio da "Rero" e salito alla ribalta con il terzo posto alla Firenze Marathon 2016. In campo femminile desta curiosità, invece, la presenza della filippina Mary Joy Tabal, prima maratoneta del suo paese a qualificarsi per i Giochi Olimpici (a Rio 2016), e qui sfidata dalla keniana Jackline Adodonyang.

QUELLE SUI DIECI. Ma non è tutto. Le non competitive coinvolgeranno tre big della squadra azzurra, sulla Stracittadina da 10 chilometri. Al via alle 9.15 da Prato della Valle

ci saranno l'argento degli Europei di Amsterdam 2016 Veronica Inglese, Anna Incerti, campionessa europea nella maratona a Barcellona 2010 e finalista ai Giochi di Pechino e Londra, e l'argento dei Mondiali di Mosca e degli Europei di Zurigo Valeria Straneo. (di. z.)

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