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Al Venezia basta il pari, torna in B dopo 12 anni

La squadra costruita da Joe Tacopina e guidata da Pippo Inzaghi fa 1-1 con il Fano ed è promossa con tre turni di anticipo

VENEZIA. Il Venezia è in Serie B. Dopo dodici anni gli arancioneroverdi tornano nella serie cadetta, e questo grazie al pareggio interno di ieri contro Fano per 1-1. La squadra di Filippo Inzaghi ha matematicamente conquistato la promozione nel girone B di Lega Pro con tre turni di anticipo, dal momento che ormai il Parma non lo può più raggiungere in classifica. Nel primo tempo si è visto più Venezia, con occasioni per Domizzi, Modolo e Marsura, anche se la più ghiotta l'ha avuta il capitano Soligo, intervenendo in scivolata sottoporta con un ginocchio (37'), ma il pallone è schizzato sopra la traversa. Appena un minuto dopo vantaggio dei padroni di casa grazie a Moreo, lesto a ricevere in area da Falzerano, controllare e battere da pochi metri un incolpevole Menegatti. Unico brivido per Facchin, il tiro da lontano di Filippini, che lo costringe a un difficile intervento con palla in corner. Nella ripresa il Fano parte a testa bassa e all'11' Capezzani trova il pareggio, sfruttando una indecisione della difesa veneziana davanti a Facchin. Brividi sugli spalti per il freddo, ma pure in campo per la squadra di Inzaghi, che rischia un po' troppo anche se i marchigiani non sfruttano le opportunità. Al 32' Modolo con un colpo di testa in area centra il palo alla sinistra di Menegatti. I minuti passano e il traguardo si avvicina sempre più. Un punto bastava per la matematica e alla fine arriva. Festa doveva essere e festa è stata allo stadio Penzo di Sant'Elena, con migliaia di tifosi arancioneroverdi che hanno gremito Curva Sud, tribuna e distinti, e che sono esplosi di gioia al triplice fischio finale del signor D'Apice di Arezzo, arrivato alle 18.19. E poi tutti a intonare il coro "Serie B Serie B". Il sogno si è finalmente realizzato.

La storia era stata interrotta in una grigia serata genovese di dodici anni fa. Il Venezia salutava la Serie B perdendo contro un Genoa che invece aveva preparato la festa per il ritorno in A. Mesto addio, poi sporcato da storie finite davanti ai giudici, storie di accordi clandestini, di cimici sulle camere, messaggi cifrati e la celebre valigetta piena di soldi accreditata agli avventurieri che avevano da poco assunto la gestione della società da Dal Cin. Tutto questo è passato. Adesso il Venezia ha veramente voltato pagina. L’arrivo di Tacopina ha cambiato tutto. Prima dei risultati, la mentalità, le prospettive, l’idea che il Venezia non fa i campionati regionali ma diventa squadra globale, organizza camp in Cina

e apre gli store in America. E vince. I due anni con l’avvocato newyorkese sono stati come una rincorsa, hanno preparato il salto. Forse solo un punto di partenza. Il problema rimane lo stadio vetusto, ma è un problema che c’è quasi in tutta Italia (tranne Torino sponda Juve).(n. v.)

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