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«Vinciamo il derby per noi e per i tifosi»

Emerson: «Dopo due partite incolori, torniamo a mangiare l’erba»

PADOVA. La vigilia della partita dell'anno non arriva esattamente con il clima che qui tutti avrebbero sperato. Domani, nel posticipo del girone B, allo stadio Euganeo alle 20.45 c'è Padova-Venezia, il derby di campionato atteso da quasi tutta una stagione. Ma se dopo le due sconfitte, contro Feralpi e Parma, il sogno di poter insidiare la capolista è svanito del tutto, e l'entusiasmo è comprensibilmente sceso, l'attesa del match con i lagunari di Pippo Inzaghi non è diminuita, anzi. La tif ...

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PADOVA. La vigilia della partita dell'anno non arriva esattamente con il clima che qui tutti avrebbero sperato. Domani, nel posticipo del girone B, allo stadio Euganeo alle 20.45 c'è Padova-Venezia, il derby di campionato atteso da quasi tutta una stagione. Ma se dopo le due sconfitte, contro Feralpi e Parma, il sogno di poter insidiare la capolista è svanito del tutto, e l'entusiasmo è comprensibilmente sceso, l'attesa del match con i lagunari di Pippo Inzaghi non è diminuita, anzi. La tifoseria organizzata, come avvenne prima del trionfale match d'andata vinto 3-1 al "Penzo", si è data appuntamento alla Guizza per le 16 di oggi, per caricare la squadra in vista della partita di domani sera nel corso dell'ultimo allenamento. Orgoglio e senso d'appartenenza: con queste due qualità, e il coltello tra i denti, il Padova domani sera vuol provare a fare lo sgambetto alla rivale storica, ormai lanciata verso la vittoria del girone.

Le voci. «Veniamo da due sconfitte e affrontiamo la prima della classe», le sensazioni di Emerson, uno dei "senatori" dello spogliatoio biancoscudato. «Non siamo certo nel miglior momento della nostra stagione, ma che non si dica che abbiamo mollato o che mentalmente siamo "scoppiati". In un derby come questo le motivazioni devono venire fuori da sole: facciamo tesoro delle due sconfitte, che ci servano da lezione visti i tanti errori nei quali siamo caduti, e tiriamo fuori l'orgoglio». Dodici punti separano il Padova dalla capolista, ma in campionato l'unico precedente sorride ai biancoscudati. È in Coppa Italia, tra andata e ritorno, che i veneziani hanno avuto ragione. «Dovremo essere attenti a ogni piccolo dettaglio», prosegue il brasiliano. «Non dobbiamo lasciarci intimorire da un avversario che conosciamo bene, che ha qualità e giocatori importanti, ma che abbiamo già battuto all'andata. Questa partita ha per noi due significati fondamentali: ritrovare i tre punti, per cancellare le ultime due sconfitte, e ritrovare noi stessi, perché in vista del finale di campionato, e soprattutto dei playoff, è necessario ritornare ad essere quelli che non siamo stati contro Feralpi e Parma. Non sarà facile, ma dobbiamo buttarci tutto alle spalle e mangiare l'erba per vincere questo derby. Una partita che per noi giocatori è fondamentale e che per i tifosi, ancor di più, ha un significato che va oltre». Oggi pomeriggio, come detto, proprio la tifoseria farà sentire tutto il suo calore alla squadra, durante l'ultima rifinitura. Ieri, nel corso dell'allenamento pomeridiano, la società ha voluto far sentire al gruppo la sua vicinanza: è stato l'amministratore delegato, Roberto Bonetto, a tenere un piccolo discorso di incoraggiamento prima della seduta alla Guizza. E la speranza è che la carica emotiva che questa gara può dare al gruppo sia la stessa che, lo scorso novembre, permise a Dettori e compagni di scrivere l'impresa di Sant'Elena, e quel 3-1 che, comunque vada a finire il campionato, rimarrà uno dei momenti più emozionanti della stagione

La squadra. Oscar Brevi è senza due attaccanti su quattro: out Neto Pereira per infortunio, e pure Luis Alfageme per squalifica. Scontato, a questo punto, il tandem Altinier-De Cenco in avanti, in un 3-5-2 che non dovrebbe scostarsi di molto da quello di mercoledì scorso col Parma. In difesa ballottaggio aperto tra Cappelletti, Russo e Sbraga, che si giocano i due posti ai lati di Emerson: Brevi ieri ha lasciato il primo fuori dai possibili titolari, ma non è detto che non ci ripensi. A centrocampo rientra Berardocco dalla squalifica, ma è probabile che parta nuovamente dalla panchina: certi del posto Madonna e Favalli sulle corsie esterne, così come pure Dettori e Mandorlini, l'unica staffetta potrebbe essere tra De Risio e Mazzocco.