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Padova, tre botti per chiudere il 2016

A Bergamo non c’è storia: bastano 45’ e l’Albinoleffe va ko

INVIATO A BERGAMO. È una fine d’anno con il botto per il Padova, che centra l’undicesima vittoria su 21 partite della stagione, con il girone di ritorno iniziato alla grande (6 punti su 6). Il quinto risultato utile consecutivo - 3 successi e 2 pareggi - vale, complice la caduta della Reggiana ad Ancona, il salto sul terzo gradino del podio, insieme al Parma, dopo un inseguimento durato quasi tre mesi (dalla fatal San Benedetto del Tronto, 11 ottobre scorso, in poi). A Bergamo, dove tutto odora di Serie A, dall’erba del campo agli spalti risistemati nell’estate 2015 (bellissima la zona poltronissime, a ridosso del terreno di gioco), e dove lo stadio è in effetti una “bomboniera” concepita solo per il calcio, i biancoscudati legittimano l’en plein con un primo tempo di qualità e spessore, in cui la differenza la fanno, sì, i gol di Neto Pereira (in avvio) e Mandorlini (nel minuto di recupero), ma complessivamente anche la migliore organizzazione della squadra di Brevi rispetto ad un Albinoleffe generoso quanto si vuole, tuttavia evanescente a ridosso e dentro l’area di rigore. Un Padova maturo e che bada al sodo, aggiungendoci nella circostanza anche buone trame di gioco, con l’interpretazione del 3-5-2 perfetta o quasi, specie grazie alla spinta continua, sulle fasce, di Madonna a destra e Favalli a sinistra.

Sblocca Neto. Il tecnico milanese conferma Sbraga in difesa, dopo la buona prova contro la Samb, e lascia Russo in panchina; per il resto la formazione è quella prevista, con i rientri di Cappelletti dietro e di Mandorlini in mezzo (al posto di Dettori, squalificato). E c’è Filipe soprattutto, alla partita d’addio per una scelta di vita (come potete leggere a parte). È proprio nel settore centrale, il “cuore” della manovra, che la supremazia ospite emerge praticamente da subito, nonostante Alvini adotti lo stesso modulo, con 5 uomini a contrapporsi agli avversari.

Il vantaggio ospite arriva proprio da un’azione ad ampio raggio, conclusa da un cross dalla sinistra di Cappelletti: la palla sbatte su Madonna, rivolto spalle alla porta, e rimane lì, all’altezza del dischetto, dove Neto è il più lesto a calciare di destro e ad indovinare l’angolo (6’). Terzo sigillo per il brasiliano, che si conferma decisivo in trasferta (era andato a segno in precedenza a Venezia ed Ancona). Da lì in poi il cammino si fa in discesa, con alcune buone opportunità sprecate davanti a Nordi da Altinier, Mandorlini, Favalli e Madonna, oltre ad una bella conclusione da fuori di Filipe alta di un soffio (31’).

Raddoppio di Mandorlini. L’Albinoleffe? Tanta buona volontà, molto agonismo, tuttavia Bindi compie il primo intervento al 29’, in due tempi, su un tiro da lontano di Agnello. E poi molte ingenuità, sfruttate abilmente dai biancoscudati, che nell’unico minuto di recupero concesso dall’arbitro non perdonano, mettendo al sicuro il risultato. Solita punizione ad effetto di Emerson, Mandorlini svetta di testa e, avvitandosi su se stesso, devia alle spalle dell’incredulo (e incerto) Nordi.

Tris di Favalli. Partita chiusa, di fatto, all’intervallo, eppure il Padova, badando ad amministrare il doppio vantaggio, trova anche il modo di triplicare nella ripresa con Favalli, che in area giunge puntuale sul lungo lancio di Mandorlini, controlla e di sinistro in diagonale fionda alle spalle del portiere (26’).

Sono in cinque a lottare per la promozione diretta, e Neto & C. ci sono dentro a pieno titolo. La sosta consente di rifiatare dopo la rincorsa

al vertice coronata da successo, ma sarà importante valutare le possibilità di un “mercato” che potrebbe dare quello spessore in più richiestoper tentare il salto diretto in B. Una punta e un centrocampista, forse anche due, dovrebbero bastare. Buon anno a tutti.

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