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Il Cittadella pareggia in casa con il Livorno (1-1)

Determinante il secondo tempo: dove al 23' Ceccherini trova il vantaggio ma  al 41' Rigoni pareggia

CITTADELLA. Il cuore granata oltre l’ostacolo Livorno e oltre un arbitraggio scandaloso, che dovrebbe imporre al designatore della Can B Stefano Farina di rivedere totalmente i criteri con cui vengono scelti i direttori di gara di giornata in giornata. Davide Ghersini è lo stesso che un anno fa negò al Padova, all’Adriatico di Pescara, un rigore nettissimo per un braccio alzato da un difensore biancoazzurro in area su una conclusione diretta in porta. Ieri sera si è... superato: ha chiuso gli occhi su un fallo altrettanto netto davanti alla porta dei toscani, ha distribuito un’esagerazione di cartellini gialli (sette), ha espulso Pellizzer per una doppia ammonizione che non ci stava, e ha concesso, con l’assistenza dell’assistente Citro di Battipaglia, un gol alla squadra di Gautieri molto dubbio, per un presunto fuorigioco di Belingheri. Alla fine, gli è andata bene perché il Cittadella ha rimesso in piedi una gara che sembrava segnata, ma non si possono rovinare le partite in questo modo. Il pubblico ha urlato “ladri, ladri” ai toscani, ai quali il punto sta stretto, certo, ma va anche detto che i tre sarebbero stati un premio esagerato per loro. Foscarini va finalmente in doppia cifra (quota 10), ma rimane al terz’ultimo posto, anche se in buona compagnia. È il secondo pari di fila recuperato con carattere, soprattutto serve ad infrangere la maledizione casalinga, dopo i tre k.o. di fila con Pro Vercelli, Lanciano ed Entella.

Rigore negato. Il turnover e la squalifica di Benedetti impongono al mister di cambiare un paio di tasselli rispetto alla formazione di Crotone. Ecco allora la chance per Mancuso, preferito a Minesso, mentre Coralli è la boa di centroarea, con Gerardi in panchina. Dall’altra parte manca Emerson, appiedato dal giudice sportivo, e l’assenza è di quelle pesanti. Si gioca con una temperatura attorno ai 9 gradi, ma la serata è tersa. In campo, nelle file dei toscani, tre “ex” Padova, Mazzoni, Vantaggiato e Cutolo (più Jelenic in panchina), con il napoletano che, ogni volta che tocca il pallone, è “beccato” dal pubblico, proprio per i trascorsi nei derby con i biancoscudati (due volte a segno, una all’Euganeo e un’altra su questo stesso campo). Qualitativamente, la squadra di Gautieri è superiore a Pellizzer & C. e, se non ci fosse Valentini a negarle il vantaggio per due volte nel giro di 10 secondi (fra il 3’20” e il 3’30”), prima su Siligardi, poi su Lambrughi, il suo approccio al match si potrebbe considerare ottimo. Ma il Citta, passato indenne il pericolo, reagisce e dimostra di avere più ritmo, con corsa e pressing finalmente significativi. E quando i granata vanno in area, sono pericoli seri per Mazzoni. Che viene graziato dall’arbitro Ghersini - il peggiore in assoluto - al 19’: Busellato va in percussione centralmente, entra nei 16 metri e batte a rete, con deviazione di un difensore, l’estremo difensore ospite ribatte in qualche modo e poi frana letteralmente su Mancuso, pronto a spingere la sfera nella porta vuota. Ci starebbero rigore ed espulsione, ma il fischietto genovese incredibilmente fa cenno di proseguire, fra le proteste dell’intera panchina padovana e del pubblico, furibondo.

Traversa di Cutolo. Episodio pesante, certamente, che non rende giustizia agli uomini di Foscarini, i quali ringraziano la buona sorte per avere nella traversa (parte superiore) il complice in grado di sventare la minaccia portata da un lungo cross dell’ex biancoscudato (23’). Il Livorno cresce con il passare dei minuti, costringendo l’avversario a chiudersi nella sua metà campo e si fa pericoloso soprattutto con Siligardi: Valentini fa buona guardia (26’). Ancora il portiere di casa è bravissimo ad intercettare un diagonale di Vantaggiato (33’) e un colpo di testa sempre del centravanti (46’).

Lora, grave infortunio. Nella ripresa la partita scende sensibilmente di ritmo, il Livorno ha sempre in mano il pallino del gioco e, quando preme, crea le premesse per sfondare, ma senza risultato, anche se Djokovic (17’) e Vantaggiato (18’) sono davvero lì, a due passi dalla linea. Purtroppo per il Citta si fa male (e seriamente) Lora sotto la tribuna, e la squadra perde uno dei suoi punti di riferimento importanti. Entra Pecorini, ma non è più come prima. Gol viziato da fuorigioco? A furia di insistere, il Livorno trova il gol, ma l’azione è contestatissima. Punizione dalla sinistra, Belingheri (appena entrato) colpisce indisturbato, oltre i difensori avversari, in sospetta posizione irregolare, Valentini vola e respinge, ma proprio sui piedi di Ceccherini, che, in linea con il compagno, controlla e mette dentro da due passi. Ghersini convalida, scatenando un nervosismo in campo di cui poco dopo fa le spese Pellizzer, espulso per doppia ammonizione (secondo “giallo” gratuito), al 28’.

La “botta” di Rigoni. Pur in dieci, Coralli e compagni

si gettano generosamente in avanti, e la loro caparbietà viene premiata con un gran gol del centrocampista ex Chievo, che al 41’ trafigge Mazzoni con un gran destro dai 25 metri. Giusto così, anche se metterne insieme undici per Terni sarà un bel problema.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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