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«Este e Thermal ai playoff» «S. Paolo punta a salvarsi»

Girone C: dopo l’andata giallorossi soddisfatti dei risultati, meno i gialloblù Girone D: termali oltre le aspettative. L’obiettivo? Chiudere il torneo in bellezza

PADOVA. Non è stato il maltempo a fermare la serie D, che aveva già in agenda la sosta per il Torneo di Viareggio. Alla kermesse giovanile parteciperà una rappresentativa della categoria, composta dai fuori quota più interessanti pescati qua e là nei nove gironi. Una domenica ai box che non può far altro che bene agli allenatori delle tre “sorelle” padovane Zattarin, Masitto e Bisioli. Tutti belli saldi sulle rispettive panchine, tutti al lavoro per preparare al meglio una primavera che si preannuncia di fuoco. Gianluca Zattarin, tecnico dell’Este, si gode un quarto posto che soddisfa presidente e tifosi. Stessa classifica ma girone diverso per la Thermal Abano di Vinicio Bisioli, mister che ha plasmato una corazzata dalla materia “informe”. È un po’ più indietro il San Paolo di Cristiano Masitto, subentrato a Nicola Saviolo dopo la sconfitta nel derby con l’Este. Nona piazza e 26 punti, con l’obiettivo salvezza da centrare il prima possibile. Il campionato, i protagonisti, il futuro e le sorprese. Abbiamo rivolto sette domande ai tecnici, un modo per fare il punto della situazione e capire le ambizioni delle rispettive squadre.

Mister, qual è lo stato d’animo dopo ventuno partite?

Zattarin. «Lo stato d’animo è positivo. Abbiamo disputato finora un buon campionato, l’ambiente è sereno e si può lavorare in tranquillità. Siamo là davanti, a giocarcela con le migliori».

Masitto. «Se devo essere sincero, così così. Subito dopo il mio arrivo siamo riusciti a inanellare una buona serie di risultati. Nelle ultime gare, invece, siamo andati in difficoltà. L’ultimo periodo non è stato molto positivo e mi dispiace».

Bisioli. «Sono contento per la stagione in generale perché è stato fatto qualcosa di importante e inaspettato. C’è amarezza per l’ultima partita col Camaiore, perché si poteva vincere».

Sta andando tutto secondo i programmi?

Z. «Eravamo reduci da una stagione difficile, con una salvezza acciuffata alla fine. Quest’anno la squadra è più esperta, abbiamo giocatori diversi che conoscono la categoria. L’ambizione era stare nelle zone alte. Per ora ci siamo».

M. «Si poteva fare qualche punto in più. In altre partite, invece, abbiamo meritato di perdere. La squadra lavora e mette in pratica quello che proviamo in settimana, da questo punto di vista sono soddisfatto perché inizio a riconoscermi nel gioco».

B. «Direi oltre le aspettative. La squadra è stata allestita all’ultimo minuto a causa dei problemi societari della scorsa estate con l’obiettivo di mantenere la categoria. Nessuno avrebbe mai pensato che al tre febbraio saremmo stati già salvi e soprattutto tra i primi».

Dove può arrivare la sua squadra?

Z. «Ai playoff. Con Marano e Pordenone così in alto ci sarà un posto in meno a disposizione. Ce la giocheremo con Belluno e Sacilese».

M. «L’unico pensiero è la salvezza. Mancano ancora diversi punti e il girone di ritorno è molto duro perché le squadre pensano a fare risultato. Si tende a buttare via la palla, si cerca la concretezza, non gioco».

B. «Come ho sempre detto, dobbiamo andare di partita e in partita. La mia squadra scende sempre in campo per vincere, e da qui alla fine la filosofia non cambierà».

Chi riuscirà a conquistare la promozione? E chi retrocederà in Eccellenza?

Z. «Pordenone e Marano stanno facendo un campionato a parte. Era da anni che non si vedevano due squadre con un ruolino di marcia del genere. Chi arriverà secondo, però, avrà fallito. Secondo me salirà il Pordenone. Per quanto riguarda le zone basse, la Fersina Perginese rischia qualcosa in più. Le altre sono tutte lì».

M. «Le prime due sono squadre molto diverse: il Pordenone è allenato bene, ha un bel collettivo. Il Marano ha i singoli che possono risolvere le partite e questo alla lunga può portare un vantaggio. Se la giocheranno fino all’ultimo. La lotta per non retrocedere è apertissima».

B. «La Correggese è ben avviata ma a 4 punti c’è la Lucchese che è stata costruita per vincere. Non bisogna sottovalutare il gruppetto che segue: la Fortis Juventus, la Massese, noi e il Romagna Centro. Probabilmente retrocederanno Forcoli e Riccione».

A questo punto della stagione come motiva la squadra?

Z. «I ragazzi devono pensare a centrare l’obiettivo playoff. È importante per loro, per il presidente Lucchiari, per la città di Este. Quando si punta un obiettivo c’è poco altro da fare, bisogna centrarlo».

M. «I miei giocatori sanno bene che il lavoro paga sempre e la salvezza può arrivare solo così».

B. «Ai ragazzi dico di non accontentarsi mai. La salvezza è stata raggiunta, è vero, ma nei prossimi mesi non si può andare in campo per giochicchiare, sennò è meglio starsene a casa. Più in alto arriverà la Thermal, più i giocatori hanno la possibilità di togliersi qualche soddisfazione e mettersi in luce».

C’è un giocatore, della sua o di una squadra avversaria, che l’ha stupita?

Z. «Kevin Lasagna ci ha dato qualcosa in più, penso sia sotto gli occhi di tutti. Mi aveva impressionato l’anno scorso col Cerea e l’ho voluto a Este. Lo ammetto: non mi sarei mai aspettato 15 gol. Kevin può ancora migliorare tantissimo, e se tiene i piedi per terra può fare strada. Quanto agli avversari, dico Roberto Rondon del Marano. Ci ho giocato insieme, l’ho allenato qui a Este e ha sempre dimostrato di essere un gran giocatore.

M. «Lasagna dell’Este è la rivelazione del campionato. Ha portato gol e velocità. Per quanto riguarda la mia squadra, mi piace valorizzare il collettivo: i giovani lavorano bene e i “vecchi” danno sempre il loro contributo».

B. «Davide Luppi della Correggese. Non gioca da qualche partita, penso per infortunio, ma ha già fatto 22 gol. Nella Thermal faccio fatica a trovare un giocatore che abbia stupito più degli altri. I ragazzi hanno dimostrato di essere tutti una rivelazione».

C’è un allenatore al quale si ispira?

Z. «Sì, è Massimiliano Allegri. Ho giocato con lui nel Padova e l’ho sempre apprezzato come persona e allenatore. In più, ha fatto bene sia nel Cagliari sia nel Milan. Anche lui, come me, preferisce il centrocampo “a rombo”».

M. «Non mi ispiro a nessuno. In serie D bisogna insegnare la tecnica, alcune cose basilari. Abbiamo a che fare con

dei ragazzi giovani che hanno bisogno di essere guidati».

B. «Ho lavorato per tanti anni come collaboratore di Gianni De Biasi. Da lui ho imparato tanto, dalle metodologie d’allenamento alla gestione del gruppo. In serie A mi piace molto Conte per il carattere e la personalità».

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