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Pippo il condottiero, in cerca del suo Higuain

Inizia con una sconfitta la nuova avventura dell’ex bomber Maniero sulla panchina dell’Albignasego

ALBIGNASEGO. È tornato in panca dopo un anno e mezzo, reduce da quell’esperienza ad Abano in cui aveva fatto benone, salvo poi pagare cari i risultati altalenanti della squadra. Filippo Maniero ha iniziato con una sconfitta la nuova sfida dall’altra parte della «strada Battaglia», ad Albignasego (Prima categoria). Un 2-3 casalingo contro il Borgoricco che non gli ha tolto ottimismo e sorriso. E per forza, verrebbe da dire, perché il buon Pippo, 41 anni e legnarese doc, di battaglie ne ha combattute tante da fare invidia a Napoleone e all’ammiraglio Nelson. Per carità, per lui niente schioppi e cannonate ma solo un pallone da cacciare in rete.

La cosa bella di Pippo è che di serie A ne ha fatta tanta, di serie B pure, gol manco a contarli, ma non si è mai dimenticato cosa significhi essere un ragazzone di provincia. Per lui giocare a fianco di Weah o allenare l’Albignasego è la stessa identica cosa nonostante una classifica incerta e lo stress tipico del timoniere: «Sono contento perché vivere le partite dal campo ha tutto un altro sapore» spiega Maniero. «La pressione, la speranza che il lavoro settimanale riesca a dare i risultati sperati, sono tutte cose che non si provano davanti alla tv o in tribuna. Ho detto ai miei ragazzi che bisogna guardare come si perde: con il Borgoricco è andata male ma è una squadra che lotta per la promozione».

Diciassette stagioni da professionista di cui 11 nel massimo campionato con le maglie di Atalanta, Milan, Hellas, Padova, Sampdoria e Venezia. Maniero è stato l’idolo delle tifoserie di mezza Italia, soprattutto quando impallinava l’Inter, la sua preda preferita, con una regolarità incredibile.

Di «credo» calcistici ne ha digeriti come pochi altri. Eriksson, Spalletti, Sonetti, Capello, Ancelotti sono solo alcuni degli allenatori che hanno segnato la sua carriera. « Il professionismo è tutto un altro mondo e non si possono fare troppi confronti. La maggior parte dei ragazzi che alleno durante il giorno lavorano e alla sera hanno anche voglia di divertirsi. Mica posso tenermeli in campo 4-5 ore… » spiega. «A loro cerco di dare qualche dritta, qualcosina l’ho anche imparata dai miei ex mister. Walter Novellino, per esempio, era un perfezionista. Ancelotti, che mi ha allenato a Parma, sapeva dialogare con tutti, dai grandi campioni alle seconde linee tanto è vero che nessuno ha mai parlato male di lui».

Quanto ai bomber dei giorni nostri, Fantacalcio permettendo, ce n’è uno che al suo Albignasego farebbe gran comodo: «Mi piace moltissimo Higuain. Sa fare gol e giocare per la squadra. Ha tutto quello che un calciatore dovrebbe avere». Maniero

ha chiuso col calcio giocato nel 2010, dopo l’esperienza a Casalserugo. Da lì solo qualche partita di beneficenza. «Ogni volta devo stare a letto tre giorni per smaltire una partita», scherza. «Faccio solo un po’ di ciclismo con gli amici, giusto per stare in movimento».

Francesco Vigato

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