Brescia-Padova: biancoscudati avanti a piccoli passi

Serie B: terzo pari in quattro gare, primo punto in trasferta per i biancoscudati, pimpanti in avvio, in sofferenza nel finale e scippati di un rigore netto

    di Stefano Edel

    BRESCIA. Terzo pareggio in quattro partite, e primo punto “vero” per il Padova. D’accordo, l’appuntamento con il successo è ancora rinviato, ma in trasferta ci si è sbloccati. A Livorno era andata male, e con giustificati rammarichi per il 3-2 finale, a Brescia il risultato ci sta tutto. Meglio Trevisan e compagni nei primi 45’, più complicata la loro ripresa, dove il portiere ha fatto la differenza con due parate strepitose e dove la squadra è mancata nella concretizzazione, soprattutto nei tiri da fuori area. Il cantiere è sempre aperto, eppure s’intravvede qualcosa di positivo.

    Pea cambia modulo. Le prove segrete del giovedì a Bresseo partoriscono una mezza rivoluzione nello schieramento biancoscudato. Pea passa dal 3-5-2 al 3-4-1-2, inserisce Farias dietro le punte, che sono Granoche e Babacar. Se la difesa è quella consueta, in mezzo il Padova presenta un quartetto di corridori-interditori, con Ze Eduardo e Cuffa al centro, accanto agli esterni Rispoli e Renzetti. Sul fronte opposto, Calori si affida ad uno solo dei nuovi acquisti, Stovini, piazzato sulla sinistra della retroguardia a tre.

    Più pericolosi. Fuori casa è un Padova diverso rispetto all’Euganeo, e che piace decisamente di più. L’avvio convincente lo testimonia, con Arcari chiamato subito agli straordinari da Rispoli (2’, palla deviata in tuffo) e Babacar (9’, controllo e botta dal limite, rintuzzata dall’estremo difensore sopra la traversa). Il movimento di Farias è prezioso, perché il brasiliano non dà punti di riferimento agli avversari, ma ai veneti manca il guizzo decisivo negli ultimi 15-20 metri. Il Brescia fatica a trovare la misura, si commettono molti errori da ambo le parti nei passaggi, e solo una leggerezza di Cionek (31’) crea il primo pericolo per Anania, con Mitrovic che, rubata la sfera al difensore, spara sul fondo dal limite (31’).

    Palo e rigore netto negato. Diventa più equilibrata, la sfida, dalla mezz’ora in poi, anche se il Padova soffre sulla sua destra, dove Daprelà e Bouy spingono con decisione. E proprio da un’incursione del terzino, con cross radente, arriva la grossa occasione per i lombardi: Caracciolo non riesce a toccare, ma nella sua corsa la palla giunge a Zambelli che centra il palo alla sinistra di Anania (37’). La risposta è affidata a Rispoli, e qui c’è l’episodio che pesa non poco sul risultato: l’esterno si invola sulla destra, vince un rimpallo e sullo slancio supera Daprelà, che lo afferra per la maglietta e lo fa cadere. Ostinelli sembra orientato a concedere il penalty, poi ci ripensa, forse su segnalazione dell’assistente Tegoni, e sbaglia perchè il fallo c’è tutto, come dimostrano le immagini tv.

    Anania super. Dopo l’intervallo è il Brescia a creare i maggiori pericoli. Anania sale in cattedra e, pur infortunato (blocca a terra un tiro di Salamon al 5’, ma si fa male al ginocchio destro, mettendo male la gamba sulla sabbia sparsa nell’area), sfodera due interventi straordinari, inarcandosi all’indietro per rintuzzare un perfetto colpo di testa dell’Airone Caracciolo (12’) e successivamente una girata in area di Rossi (24’). Calori gioca la carta Corvia per conferire maggior peso all’attacco, Pea inserisce Nwankwo per l’esausto Cuffa, ma perde Anania, che deve abbandonare alla mezz’ora.

    Farias, che occasione! Si soffre nel finale, ma è sui piedi del brasiliano, su ripartenza micidiale Nwankwo-Cutolo, che il Padova potrebbe poggiare le basi del colpaccio. Purtroppo la sua conclusione viene deviata in angolo (39’). In pieno recupero il Brescia reclama per due volte il rigore per un braccio teso di Cionek su tiro di Corvia (47’) e su un colpo di testa di De Maio rimpallato in mischia. Pari in tutto, alla fine, anche sugli episodi contestati. Chissà che avanzando a piccoli passi ora ci si avvicini concretamente alla prima vittoria,che dopo un inizio così difficile servirebbe come il pane. Con due partite di fila in casa il traguardo è possibile.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    15 settembre 2012

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