L’undici di Tommasin lascia l’Eccellenza dopo 15 stagioni
VIGONZA. Svanisce tra le mura amiche la speranza della Vigontina di mantenere un posto nella categoria. L’1-1 che il Caldiero Terme riesce ad imporre agli uomini di mister Tommasin è infatti la condanna alla retrocessione nel campionato di Promozione dopo ben quindici anni in Eccellenza. Una brutta sberla.
Nel ritorno degli spareggi playout i veronesi legittimano l’1-0 conquistato nella gara d’andata, ma i padroni di casa hanno certamente di che mangiarsi le mani.
Arroccati. Perché se da un lato gli ospiti si presentano a Vigonza per difendere il vantaggio acquisito, è altrettanto palese che se l’indigestione di reti mangiate dai rossoblù fosse stata anche solo in parte minore, il risultato finale avrebbe potuto assumere ben altro tenore. Il 5-3-2 orchestrato da Patrizio Minozzi non è infatti ineccepibile, lasciando con troppa frequenza all’avversario la possibilità di avvicinarsi pericolosamente agli ultimi 18 metri. È qui che la Vigontina stecca: né le fumose percussioni di Calgaro né lo sfondamento per vie centrali preoccupano più di tanto la difesa del Caldiero Terme.
Castigati. Forse proprio per il momentaneo attenuarsi della pressione di una Vigontina con l’obbligo di fare la partita, Peroni decide di avvicinarsi sempre più ai due avanzati in maglia gialla: il risultato è una lunga serie di calci piazzati guadagnati sulla trequarti avversaria, o, se preferite, concessi ingenuamente dai difensori di casa.
Proprio sugli sviluppi di uno di questi, al 23’, Guandalini pennella sotto il sette il pallone del vantaggio: il gelo cala tra i tifosi di casa, affiancati da una nutrita rappresentanza ospite comprensibilmente in festa.
Niente arrosto. La reazione è, come immaginabile, veemente e istintiva. Il Caldiero si riposiziona a cinque in difesa, ma rispetto alla prima parte di frazione concede molto di più. Nell’ultimo quarto d’ora ci provano Rossettini, Barutta, ancora Rossettini e Calgaro: dove non basta l’imprecisione sotto porta degli undici di casa, a salvare capra e cavoli per gli ospiti sale in cattedra anche l’estremo difensore Brutti, provvidenziale soprattutto sul colpo di testa del numero 7 rossoblù. E con il passare dei minuti, si avverte sempre più lo spettro di un risultato che sta sfuggendo di mano nonostante un dominio evidente sul piano del gioco.
Mai concreti. Un leit-motiv che si ripeterà nella ripresa, anche perché il Caldiero decide di chiudersi a riccio e sparacchiare lontano ogni pallone transitante nella propria area di rigore. Tommasin prova ad aumentare il peso in avanti inserendo Niero per Calgaro: al numero 17 rossoblù il merito di rendersi più incisivo del collega, ma i suoi cross trovano sempre compagni la cui verve realizzativa permane nella casella “Non pervenuta”. Mecaj, Rossettini e Barutta prendono parte alla scorpacciata collettiva di occasioni.
Delusione. L’autogol di Maccachero che in fase di recupero della partita riaccende gli animi è un episodio, e forse pure un’irrisoria speranza di poter riacciuffare l’Eccellenza per i capelli. Naturalmente non è successo nulla fino al triplice fischio finale. E il verdetto della retrocessione si materializza in campo. La Vigontina esce a testa bassa, consapevole di aver gettato al vento un’occasione importante. Dall’altra parte, sponda veronese, la festa può invece cominciare. Il Caldiero Terme mantiene il suo posto in Eccellenza e questo è già un punto fermo che giustifica un brindisi. Non tutti nell’ambiente del team scaligero pensavano in cuor loro di festeggiare la salvezza.
Top Ebook
Vacuum Cleaner
di Filippo Porcelli
Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook
storiebrevi