Dal Canto studia come sistemare il reparto, privo di 4 squalificati. Ipotesi gemelli Beccaro
PADOVA. È la vigilia della sfida più importante dell’anno. Il Padova domani sera si giocherà a Torino una buona fetta di ambizioni dopo essere uscito dalla zona playoff, per la prima volta dall’inizio del campionato. Gara ad alta tensione, che vedrà i biancoscudati sbarcare nella tana della capolista in formazione di assoluta emergenza difensiva. Sono ben quattro gli squalificati nel reparto arretrato: Trevisan, Portin, Legati e Renzetti. Considerato che la rosa conta di sette difensori, per forza di cose Dal Canto dovrà affidarsi ad una soluzione inedita e in questi giorni di ritiro sta provando varie formazioni.
Jidayi arretrato. Il tecnico ha convocato i due difensori della Primavera Christian e Daniel Beccaro, gemelli, ma se per una partita così importante non volesse rischiare di affidarsi ad un esordiente assoluto, dovrà adattare un giocatore fuori ruolo. Tra i centrocampisti l’unico in grado di poter giostrare anche da difensore centrale è William Jidayi. «Anche se in una partita ufficiale l’ho fatto solo una volta, quattro stagioni fa con il Sassuolo», ha confessato l’italo-nigeriano. «Non andò male, riuscimmo anche a pareggiare a Frosinone». In questo caso Jidayi giocherebbe in coppia con Schiavi, con Donati e Franco terzini. Già dopo l’espulsione di Portin, martedì, il ravennate si era spostato al centro della difesa: «Una soluzione d’emergenza in cui ho provato a dare il massimo, come sempre quando vengo chiamato in causa. Non giocavo da tanto e il mister, prima di entrare in campo, mi ha abbracciato e incoraggiato. Quando stai fuori per tanto tempo c’è bisogno di un po’ per riabituarsi al campo». Ed è proprio questo uno dei dubbi maggiori di Dal Canto. Jidayi prima di martedì non giocava in campionato dal 29 gennaio ed in questa stagione ha disputato appena 484 minuti. Per uno con il suo fisico imperioso, non certo il massimo. Considerato poi che anche il centrocampo non vive d’abbondanza e l’ex Sassuolo potrebbe tornare utile pure in mediana, rischia di non essere questa la soluzione prediletta.
Daniel Beccaro, l’eclettico. Ecco quindi che potrebbe toccare ad un baby. Daniel Beccaro, 19 anni compiuti lo scorso 16 gennaio, padovano doc, è stata una delle più grandi rivelazioni dell’ultima squadra Primavera. «Era partito in sordina, ma passo dopo passo si è reso protagonista di un grande campionato», ha spiegato ieri il suo allenatore Paolo Favaretto. «Il suo ruolo prediletto è quello di centrale difensivo, ma essendo molto duttile ha giocato anche come terzino sia a destra che a sinistra». Se Dal Canto dovesse puntare su di lui, Franco e Donati resterebbero sugli esterni e il giovane affiancherebbe Schiavi al centro. «Le sue doti migliori sono una grande tecnica e una capacità di calcio anche a lunga gittata. Non spinge molto, ma è roccioso e molto abile nell’uno contro uno. In più quest’anno si è rivelato anche bomber. Con 5 gol è stato il nostro vice-cannoniere, sfruttando un’innata abilità d’inserimento su palla inattiva». Relazione ottima, servirà per convincere Dal Canto ad inserire un novellino proprio al centro della difesa?
Christian Beccaro, mancino. Se esordiente dev’essere, probabilmente meglio in un ruolo un po’meno rischioso come quello di terzino. In questo caso Franco potrebbe essere riproposto al centro della difesa al fianco di Schiavi, con l’inserimento di Christian Beccaro, gemello di Daniel appunto, a sinistra. «Qui stiamo parlando di un mancino puro, un terzino con grandissime capacità di spinta e una notevole velocità. Autore di un buon campionato, ha avuto però un problema di pubalgia che l’ha tenuto fermo un mese facendolo rientrare in campo solo una ventina di giorni fa». Parole sempre di Favaretto. Le doti ci sono per entrambi i baby, certo che esordire proprio a Torino, in un ambiente che si preannuncia caldissimo, mette i brividi solo a pensarci. «Carpe Diem» conclude il mister della Primavera. «Non si hanno tutti i giorni opportunità del genere e spero che i ragazzi possano coglierle nel migliore dei modi. Dal punto di vista caratteriale si distinguono entrambi per una grande tenacia e sono sempre stati pronti alla battaglia».
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