Cacia e Italiano, rammarico e autocritica

Il bomber: «Cadiamo in leggerezze, non riusciamo a dimostrare il nostro vero valore». Il capitano: «La nostra fase difensiva non è delle migliori, lo dicono i numeri»

    GROSSETO

    Quello che doveva essere il giorno del riscatto per Daniele Cacia, si trasforma in un brodino che impedisce al bomber di gioire a pieno, come avrebbe meritato, per la prima doppietta in biancoscudato capace di interrompere un digiuno lungo quasi due mesi.

    «Dal punto di vista personale non posso che essere contento- ha spiegato l’attaccante- ma è maggiore il rammarico per il pari. Siamo qui a ripetere sempre le stesso cose, dopo aver segnato due gol in mezz’ora siamo scesi in campo nella ripresa in maniera un po’ presuntuosa. Già abbiamo i nostri problemi, se poi cadiamo in queste leggerezze mentali si fa ancora più dura».

    Che spiegazione può dare? «Nel secondo tempo abbiamo smesso di giocare, non cercavamo più la profondità e solo dopo aver preso due schiaffi abbiamo reagito. Forse è questo il nostro più grande difetto, non fosse così avremmo molti più punti in classifica». E’ questo il vero valore della squadra o la graduatoria è bugiarda?

    «Se siamo lì vuol dire che valiamo questa posizione, anche se questa squadra poteva essere benissimo alla pari di Sassuolo, Verona e Pescara. Ma se a cinque giornate dalla fine non siamo riusciti a dimostrarlo, allora il valore è questo e dentro di me ho un grande rammarico». Il rammarico è anche personale? Non sono un po’ poche 19 gare da titolare per un giocatore come Cacia?

    «Sì ma non ho mai creato problemi, ho sempre accettato le scelte del tecnico perché noi dobbiamo fare i giocatori e lui l’allenatore. Ci sarebbero tante cose da analizzare ma ora non è tempo di parlare, solo di agire. Anch’io ho delle colpe, ma solo a fine stagione si tirano le somme».

    PADOVA

    Il giorno dopo Grosseto, Vincenzo Italiano spiega così il pari: «Abbiamo avuto dieci minuti di blackout dopo aver giocato un ottimo primo tempo. Dopo il loro pari siamo tornati a giocare bene, peccato per quella traversa che ho colpito all’ultimo minuto». Poi l’autocritica: «I numeri parlano chiaro, quest’anno la nostra fase difensiva non è stata certo delle migliori. La colpa di questa mancata vittoria è tutta nostra».

    29 aprile 2012

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