Succi e Perin acclamati I tifosi ci credono ancora

In duecento all’inaugurazione del club «Intrepidi» lunedì sera a Brugine Il portiere premiato con una targa: «Per quel 6-0 abbiamo pianto tutti»

    BRUGINE. C’era parecchia attesa, mista a curiosità, per il primo faccia a faccia tra i tifosi biancoscudati e i giocatori del Padova dopo la disfatta di Pescara, le contestazioni e la furia di Cestaro. Ma se il motto è «vi sosterremo fino alla fine» non ci può esser stata miglior dimostrazione della serata di lunedì.

    Cori, bandiere, striscioni e tanto, tanto affetto hanno accolto Davide Succi e Mattia Perin (accompagnati dal dg Gianluca Sottovia, il responsabile marketing GianniPotti e il team manager Dino Bellini) alla trattoria «Al Bosco» di Brugine per l’inaugurazione del club «Intrepidi».

    D’accordo, i due giocatori sono fra i più amati dell’intera rosa ma visto il clima piuttosto mogio che ha avvolto Bresseo e dintorni dopo venerdì sera, poteva andare molto peggio. E invece i rancori per l’umiliazione subita contro il Pescara di Zeman sono stati accantonati e ad aiutare a metterci una pietra sopra ci ha pensato anche una citazione rinascimentale, con il direttivo del club, presieduto da Simone Friso, che ha spolverato direttamente Lorenzo de Medici: «Il Magnifico diceva: chi vuol esser lieto sia del doman non vi è certezza. Noi siamo lieti di portare avanti i colori del biancoscudo non abbiamo certezze ma solo una speranza, che inizia e finisce per A».

    Applausi, toccate scaramantiche e un buon numero di brindisi per i circa 200 presenti. La serata è animata, prima di cena viene fornito un numero per votare via sms il miglior biancoscudato. Stravince Mattia Perin, premiato con una targa (alla pari di Dino Bellini, punto di riferimento per la tifoseria) e il bagno di folla dei tanti bambini presenti: «Pochi anni fa ero un piccolo calciatore anch’io- sorride il portiere- ora sono felicissimo di essere uno dei loro idoli. Anche perché i bambini sono la bocca della verità e se mi apprezzano vuol dire che sto facendo bene. A Padova mi sento ben voluto e io sto benissimo».

    Se magari non ci fosse stata la batosta di venerdì sarebbe stato meglio.

    «La peggior partita da quando sono qui. Il giorno dopo non ho mangiato né dormito, cercavo di distrarmi ma non ci riuscivo, pensavo e ripensavo al match. Ma ora sono convinto che toccato il fondo si possa solo rialzarsi ed è quello che vogliamo fare fin da Grosseto. Una lacrimuccia venerdì sera? Penso sia scesa a tutti».

    Davide Succi concorda: «I primi a sapere di aver fatto malissimo siamo noi. L’unica cosa che si può prendere dalla sconfitta di Pescara è la rabbia giusta per ripartire fin da sabato prossimo».

    Ospite della serata, oltre a Pippo Maniero, anche Silvia Fattori, primogenita di Gildo, ricordato più volte dai tifosi anche attraverso spezzoni di storiche radiocronache. E allora affiora alla mente un aneddoto: l’ultima volta che il Padova subì sei reti di scarto fu a San Siro contro l’Inter:8-2 il punteggio finale con Gildo Fattori che comunque commentò: «Siamo stati sfortunati...».(s.v.)

    25 aprile 2012
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