Andare a meta imparando a tirare pugni

Le ragazze del Valsugana rugby si allenano nella palestra di boxe del maestro Sarti in vista dello scontro con il Benetton

    di Gianni Biasetto

    PADOVA

    Alla vigilia della partita più importante della stagione, quella di domenica prossima contro la temibile squadra della Benetton, le ragazze del Valsugana Rugby, attualmente seconde in classifica nel campionato di serie A, indossano i guantoni da boxe. L’allenatrice della compagine padovana, Roberta Giraudo, ha portato le giocatrici nella palestra della società di pugilato Padovaring, sotto le gradinate dello stadio Colbacchini. Seduta di fatica e sudore con riprese al sacco, percorso con il “bosu” (palla e corda) e infine sul ring per alcuni minuti di figure a coppie con i guantoni. Insomma un allenamento tipico dei pugili.

    Tutto questo per “menare” tra una settimana le avversarie della Benetton?

    «Picchiare è un termine forte, diciamo per tentare di metterle sotto nel gioco e nel risultato, ci teniamo molto a vincere questo importante confronto - afferma Roberta Giraudo. Rugby e boxe sono due sport da combattimento che hanno molti aspetti in comune. Come ad esempio l’uno contro uno, dove per uscire vincitori dal confronto diretto occorre sviluppare la reattività delle gambe e la coordinazione. Per questo ho ritenuto opportuno accogliere l’invito dell’amico Massimiliano Sarti, tecnico della Padovaring, di far effettuare alle mie ragazze una seduta nella palestra dove si allenano i pugili, con i loro metodi. L’esperimento è stato oltremodo positivo, è stato una seduta diversa dal solito che le giocatrici hanno molto apprezzato, anche se è stata faticosa».

    «L’idea di questa apertura della nostra palestra alle giocatrici del Valsugana Rugby nasce da una visione moderna dello sport di alto livello, dove l’interscambio delle competenze e delle esperienze rappresenta la base di una continua evoluzione – spiega il tecnico dei pugili della Padovaring, Massimiliano Sarti. Abbiamo curato molto la sincronizzazione appoggi/arti inferiori ed il lavoro su “uno contro uno” che accomuna le due discipline. L’allenamento non vuole rappresentare un evento fine a se stesso, bensì l’inizio di un'importante collaborazione tra lo sport del pugilato e quello della palla ovale e chissà se in futuro non si possano avviare altre importanti collaborazioni tra le diverse realtà sportive attive nella nostra città».

    09 gennaio 2012

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