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Glerean: «Che divertimento quel 4-4»

Il Citta ritrova Zeman, contro di lui la partita più pazza

 CITTADELLA. Toh, chi si rivede. Il Cittadella contro Zdenek Zeman. Succederà domani a Pescara. L'ultimo e unico precedente risale al 2001. La partita eraa Cittadella-Salernitana e finì 4-4. L'allenatore del Citta era Ezio Glerean detto il «Profeta».  Glerean, se lo ricorda ancora quel 4-4 fra il suo Cittadella e Zeman?  «E come no? La cosa più bella che mi ricordo sono i discorsi che facevano i miei giocatori a fine partita negli spogliatoi. Dicevano fra loro: "non ci siamo mai divertiti così tanto..."».  Otto gol, com'è potuto succedere?  «Mah, non lo so. A essere sincero, io della partita non ci ho capito tanto...».  Come sarebbe a dire "non ci ho capito tanto"?  «Ma sì, è stata talmente intensa, a mille giri... E' successo di tutto. Poteva finire anche 8-8. Era difficile intervenire come allenatore».  Si ricorda anche quanti complimenti dai giornali: il festival dei gol, il calcio show... Per lei (che giocava con il modulo 3-3-4) e il Citta fu uno spot migliore di una vittoria...  «Mi ricordo i complimenti di Zeman. "Ho trovato uno che attacca più di me...", disse. Sono contento che sia tornato in pista. C'è bisogno di gente come lui che proponga un calcio diverso, divertente, dove si attacca e non si pensa solo a difendere».  In effetti quest'anno in A Inter e Roma erano partiti con dei progetti diversi, e vedi un po' i risultati. L'Inter ha già mandato via Gasperini. E quanto alla Roma, neanche Luis Enrique ci crede più a imitare il Barcellona.  «Alla fine siamo là a dire che nessuno fa un calcio diverso. Vabbe' che in giro come giocatori c'è poca qualità, ma neanche gli allenatori... Qui in Italia tutti giocano uguali. Si vive sulle partite perse e sugli esoneri».  Non è che però che il calcio iperoffensivo vi abbia portato una gran fortuna: Zeman è ripartito dalla C, e lei è ancora in tribuna... A proposito: perchè nessuno la chiama più?  «Perchè non son bon ad allenare, cosa devo dire? Forse perchè non mi piacciono i compromessi. O agli altri non piacciono le mie idee. Aspetto di poterlo fare».  L'altra sera ha visto il suo Cittadella battere il Modena: bene, no?  «Ma il Cittadella è un gruppo che ha spirito, che è animato da grande esperienza: preparatori, dottori, Foscarini, Marchetti... Sanno sempre come affrontare le difficoltà. Qualcosina forse gli manca a centrocampo per dare un po' i tempi, e forse anche
dietro, ma il potenziale offensivo è buono. E poi la serie B non è più quella di 5-6 anni fa. Tranne due-tre squadre, le altre hanno una qualità mediocre».  Dunque si salverà anche quest'anno?  «Più della salvezza. Io dico che farà un buon campionato. Certo, non ha la rosa del Padova...».

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