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Il padovano Dotto in finale nei 100 sl
Ha il sesto tempo, davanti a Magnini

Il ventenne atleta di Tombolo ha fatto fermare il cronometro sul tempo di 48'94. Era già sceso per la prima volta sotto i 49' in mattinata, nelle eliminatorie: 48''98

BUDAPEST. Tra i giganti della velocità in acqua c'è un ragazzino che si chiama come uno dei sette nani. Eppure è stato il più grande nella piscina di Budapest, perché il suo primo Europeo gli vale la finale della gara regina, i 100 stile libero: Luca Dotto, 20 anni compiuti ad aprile e la folta chioma lasciata a casa per pagare dazio al fatto di essere matricola dell'Italnuoto, è rientrato nella rosa da cui uscirà il nuovo sprinter del continente.

Il ragazzino arrivato da Tombolo, paese del Padovano di seimila anime che ha dato i natali a un altro campione come Dino Baggio, fa festa solo all'idea di potersi mettere sui blocchi con al fianco campioni come Alain Bernard, e soprattutto di aver fatto meglio di Filippo Magnini, il due volte iridato che entra nella finalissima con il settimo tempo utile. Certo va detto che c'erano una volta le sfide al cardiopalmo sui 100 sl, quelle in cui ogni bracciata era un passo verso il nuovo record del mondo: senza i costumoni gommati il livello si è riazzerato e gli uomini jet sono tornati più umani.

Così a contendersi la palma del continente, con tempi decisamente molto lontani da quelli in cui i superbody affettavano i secondi, ci saranno domani i due azzurri (Dotto con il sesto tempo di 48''94 e Magnini con 48''97), i russi Evgeny Lagunov (il più veloce in 48''38) e Andrey Grechin (terzo in 48''72), la coppia di francesi con Bernard (secondo tempo di 48''71) e William Meynard (48''82), l'olandese Sebastiaen Verschuren (48''72) e a chiudere l'intramontabile svedese Stefan Nystrand (49''14).

''Due anni fa me li guardavo in tv gli Europei e ora mi ritrovo con questi mostri: impensabile - sorride Dotto - io la mia medaglia l'ho già vinta, con il tempo che ho fatto e la finale centrata al primo Europeo. Poi, parliamoci chiaro, non ho aspettative particolari, vado tranquillo, consapevole dei miei mezzi: quanto al voto ancora prima di gareggiare mi do 10, non potevo certo sperare tanto''. E ha parole di stima per il suo compagno di squadra Magnini, che torna in finale ma senza aver illuminato la corsia. ''Quando mi alleno con lui è un onore - dice il nuotatore padovano, un diploma allo scientifico tecnologico e il sogno di iscriversi ad Agraria - ho solo da imparare. Ho sentito critiche sul suo conto, che non era più grande come un tempo: non e' vero, è sempre un numero uno Filippo''.

Non ricambia con lo stesso slancio il veterano dei 100 sl: ''Sono contento ci sia un altro italiano in finale, ma a me cambia poco. Bisogna tirare alla morte e ognuno farà la sua gara''. Non è troppo contento Magnini, si aspettava di più nella prova del pomeriggio: ''Le gambe erano stanche, ho sentito anche la tensione, comunque in finale può succedere di tutto. Se rifaccio quanto visto in staffetta la medaglia me la posso giocare. Peccato perché avrò la corsia uno - si lamenta - era meglio la sette, potevo controllare gli avversari. la motivazione comunque c'è: in fondo era un anno e mezzo che non me la giocavo ad alti livelli. Spero che sia un'altra storia''.

Due russi, due francesi e una sfida tutta interna all'Italia. Il più giovane del tandem azzurro non sogna sgambetti che sarebbero fin troppo amari per l'ex re Magno: del resto Dotto - primatista italiano categoria Junior dei 50 metri stile libero con il tempo di 22"36, stabilito il 3 agosto 2008 ai campionati europei
giovanili di nuoto a Belgrado, e detentore della terza prestazione all-time in Italia 22"06 nella distanza, dietro a Marco Orsi e Federico Bocchia e un mondiale giovanile vinto proprio sui 100 - il suo motto l'ha stampato sul viso. “Bisogna solo divertirsi”, ripete. Per lui la festa è cominciata.

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