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Da Re: «Taglieremo le tasse e tornerà il sereno con Zoppas»

Il segretario della Lega ottimista Ferrari (Cgil) va all’attacco di Confindustria. “Se vogliono più voucher e precarietà saremo dall’altra parte della barricata”

PADOVA

La Lega non ci sta a finire sul banco degli imputati con gli industriali che annunciano la sommossa contro il governo. Toni Da Re, segretario del Carroccio, l’altra sera ha accompagnato Matteo Salvini a Conselve e nel comizio il leader ha ribadito che nella legge di stabilità ci sarà il taglio delle tasse. Da Re è tranquillo, «la levata di scudi è normale, le imprese difendono i loro interessi e vogliono delocalizzare, lo hanno fatto per decenni, senza proclami. Fa parte del gioco dell ...

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PADOVA

La Lega non ci sta a finire sul banco degli imputati con gli industriali che annunciano la sommossa contro il governo. Toni Da Re, segretario del Carroccio, l’altra sera ha accompagnato Matteo Salvini a Conselve e nel comizio il leader ha ribadito che nella legge di stabilità ci sarà il taglio delle tasse. Da Re è tranquillo, «la levata di scudi è normale, le imprese difendono i loro interessi e vogliono delocalizzare, lo hanno fatto per decenni, senza proclami. Fa parte del gioco delle parti, c’è chi difende la propria posizione, Confindustria a Roma è sempre stata nemica della Lega, ma in Veneto il rapporto è diverso grazie alla collaborazione tra Luca Zaia e Matteop Zoppas. Sono convinto che anche Boccia cambierà opinione appena prenderà visione della legge di stabilità, che contiene il taglio di 10 punti delle tasse e la fine della burocrazia per le imprese. Invito quindi gli industriali ad attendere la Finanziaria prima di dichiarare guerra a Salvini e a Di Maio perché mi sa che avranno delle sorprese molto gradite com’è successo con i sindaci. Vi ricordate il decreto periferie che tagliava soldi? Bene, abbiamo scoperto che era senza coperture e favoriva solo le grandi città come Milano, Torino, Firenze. Grazie alla Lega è arrivata una compensazione per tutti i comuni con i conti in ordine e Treviso ha incassato qualche milione in più rispetto al governo Gentilonii. Soldi veri, si è fatta solo confusione», conclude Da Re.

E sulla protesta di Confindustria scende in campo anche la Cgil, visto che agitare le piazze è mestiere suo. Christian Ferrari dice: «Per essere ancora più esplicito, la domanda da rivolgere a Confindustria è: andate in piazza per chiedere più voucher e più precarietà? Per difendere il Jobs Act e la legge Fornero? Per rivendicare la Flat Tax o la “pace fiscale”? Per chiedere mano libera sui licenziamenti illegittimi, o magari sulle delocalizzazioni? Come quelle che si fanno qui in Veneto, con la vicenda inaccettabile di Exo a Padova, in cui proprio Confindustria ha sostenuto la scelta della multinazionale di andare in Bosnia, licenziare decine di persone e impoverire il tessuto produttivo veneto al solo scopo di aumentare i margini di redditività. Se così è, noi non possiamo essere d’accordo. Segnalo inoltre agli industriali che noi in piazza, in queste settimane, abbiamo già iniziato ad andarci: contro la schiavitù del Caporalato che uccide a Foggia ma che sfrutta anche in Veneto, a Catania davanti alla Diciotti “sequestrata”, a Milano davanti alla Prefettura contro la deriva razzista, xenofoba, nazionalistica, e anche qui in Veneto contro la vergogna delle morti sul lavoro che consegnano alla nostra regione un drammatico primato nazionale. Su questi temi però non abbiamo sentito una sola parola, né visto un solo atto dai nostri industriali», conclude la Cgil. Ferrari propone a Zoppas di iniziare a trattare sulla qualità del lavoro. —