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«Cari dipendenti, fate figli» Impresa stanzia 50 mila euro

Padova: la mossa di Luigi Sposato, proprietario di Eurointerim (lavoro interinale) «Mensilità di stipendio a chi allarga la famiglia tra quest’anno e il prossimo»

PADOVA

Cinquantamila euro per incentivare i propri dipendenti a fare figli. È l’idea di Luigi Sposato, patron di Eurointerim che molti padovani ricorderanno per la sua candidatura alle amministrative dello scorso anno: sconfitto al primo turno si alleò con Bitonci. La sua azienda, leader nel lavoro interinale, ha messo in bilancio 50mila euro, che fino ad esaurimento delle richieste verranno suddivisi tra i dipendenti in attesa di un figlio, sia donne che uomini.

«I 50mila euro servono a fa ...

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Cinquantamila euro per incentivare i propri dipendenti a fare figli. È l’idea di Luigi Sposato, patron di Eurointerim che molti padovani ricorderanno per la sua candidatura alle amministrative dello scorso anno: sconfitto al primo turno si alleò con Bitonci. La sua azienda, leader nel lavoro interinale, ha messo in bilancio 50mila euro, che fino ad esaurimento delle richieste verranno suddivisi tra i dipendenti in attesa di un figlio, sia donne che uomini.

«I 50mila euro servono a favorire le famiglie dei dipendenti della nostra struttura, di cui 8 su 10 sono donne», ha spiegato, «e sarà data in media più di una mensilità di stipendio a chi avrà un figlio tra quest’anno e il prossimo». L’imprenditore ha dato la notizia ai suoi 150 dipendenti ieri mattina, durante l’iniziativa “bimbi in ufficio Eurointerim”.

I lavoratori hanno potuto portare con sé i propri figli e favorire così la conciliazione dei tempi di vita familiare e lavorativa. «Per un giorno i figli dei dipendenti hanno potuto conoscere i colleghi e il posto di lavoro dei genitori», ha spiegato Sposato. «Una giornata diversa, senza scuola, baby-sitter e nonni, che rientra in quella che è la nostra filosofia sociale di mettere i dipendenti nella migliore condizione possibile di rendita. Nella nostra azienda non si chiedono permessi per arrivare più tardi o assentarsi, ma basta avvisarsi tra noi. Molte neo mamme lavorano da casa, ed è in questa maniera che rendiamo sereni i nostri dipendenti. Non è un caso che non ci sia un grande turnover, perché chi entra in Eurointerim si sente a casa e non se ne va. Pensi che quest’anno, a maggio, i dipendenti hanno ricevuto un premio aggiuntivo pari al doppio della normale mensilità ed è stato poi istituito un fondo per incentivare la maternità in azienda».

Il caso della Eurointerim nel Padovano non è l’unico. Bonus bebè e microcredito di solidarietà, un sistema di rimborsi per le spese scolastiche e 14 forme di flessibilità oraria per supportare la genitorialità dei dipendenti: ecco alcune delle misure sottoscritte lo scorso anno dalla Berto’s di Tribano produttrice di cucine professionali, grazie ad un accordo con le Rsu della Fim Cisl di Padova e Rovigo. Nell’accordo integrativo 2017-19 di Berto’s è stato dato ampio spazio alle politiche di welfare per la famiglia, con la novità del bonus bebè per i nati nel triennio (250 euro), i rimborsi per spese scolastiche e di iscrizione dal nido all’università (per un plafond annuale di 12mila euro) e il rimborso delle tasse universitarie per i lavoratori-studenti (500 euro).

Passando per l’Inps, arriva comunque una mano dal punto di vista economico per le famiglie con uno o più figli. Per le mamme non lavoratrici è previsto un assegno da 1.713 euro di cui l’ultimo anno hanno usufruito circa 360 famiglie. Poi esiste un contributo dell’Inps per chi ha 3 figli minori, di quasi 1.900 euro (730 famiglie). —