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Tanko 2, al via il processo a Rovigo

Rocchetta e Contin a giudizio con altri 43 secessionisti veneto-lombardi

ROVIGO. E’ sbarcato in Veneto il processo a 45 secessionisti lombardo-veneti arrestati nel 2014 mentre stavano preparando un nuovo blitz in piazza San Marco di Venezia a bordo di un Tanko. Il processo agli indipendentisti era cominciato in tribunale a Brescia, ma nell’ottobre scorso è “emigrato” a Rovigo. I legali degli imputati avevano sollevato un conflitto di competenza territoriale sostenendo che le accuse mosse avevano chiaro riferimento a fatti avvenuti a Padova: il Tanko venne costrui ...

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ROVIGO. E’ sbarcato in Veneto il processo a 45 secessionisti lombardo-veneti arrestati nel 2014 mentre stavano preparando un nuovo blitz in piazza San Marco di Venezia a bordo di un Tanko. Il processo agli indipendentisti era cominciato in tribunale a Brescia, ma nell’ottobre scorso è “emigrato” a Rovigo. I legali degli imputati avevano sollevato un conflitto di competenza territoriale sostenendo che le accuse mosse avevano chiaro riferimento a fatti avvenuti a Padova: il Tanko venne costruito e custodito a Casale di Scodosia, nella Bassa padovana, terra di numerosi indipendentisti, e non a Brescia, dove invece avvenne una cena tra alcuni componenti del gruppo. E siccome Casale di Scodosia è sotto la competenza del Tribunale di Rovigo, ecco la richiesta di spostamento di competenza. Accolta dalla Corte d’Assise bresciana.

Il fascicolo è stato trasmesso e ieri è stata fissata l’udienza preliminare, che si terrà il 16 giugno. Il procuratore Carmelo Roberto ha confermato il rinvio a giudizio per i 45 indagati: la contestazione è quella di aver costituito e organizzato un’alleanza con il proposito di compiere «atti di violenza quali l’occupazione militare di Piazza San Marco in Venezia, diretti a costringere i legittimi poteri pubblici ad acconsentire alla indipendenza del Veneto e di altre regioni del Nord Italia, così determinando uno scioglimento dell'unità dello Stato in violazione dell’articolo 5 della Costituzione», come descritto dalla Procura di Brescia sulla base delle indagini dei carabinieri del Ros.

Il reato di associazione con finalità di terrorismo è già stato derubricato a quello di associazione sovversiva. Una prima sentenza, in realtà, era già arrivata qualche mese fa per i venetisti del Tanko: il bresciano Michele Cattaneo è stato condannato con abbreviato a 2 anni di reclusione per il reato di associazione sovversiva. Cattaneo è stato l’unico ad aver scelto il rito abbreviato e dovrà tornare davanti al giudice perché accusato della costruzione del cannoncino del Tanko che doveva sparare biglie d’acciaio. A giudicarlo sarà il Tribunale di Rovigo, che oltre ad aver ereditato il filone d’indagine bresciano, già era chiamato ad accollarsi il processo per la costruzione del Tanko. Che, secondo una perizia del Ris, non poteva essere considerato un’arma da guerra in quanto incapace di offendere. Un lontano parente del “Marcantonio Bragadin” che nel 1997 sbarcò in laguna con i Serenissimi. Tra le figure di spicco nel processo c’è il trevigiano Franco Rocchetta, uno dei fondatori della Liga Veneta e sottosegretario agli Esteri del primo governo Berlusconi. E poi torna alla ribalta anche Flavio Contin di Casale di Scodosia, protagonista dell’assalto al campanile di San Marco nel 1997: anch’egli è rinviato a giudizio.