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Tranciato un tubo, Venezia a secco

Una grossa condotta subacquea dell’acquedotto è stata rotta dall’elica del motore di una barca da trasporto

VENEZIA. Fine settimana di passione per migliaia di veneziani, attività, turisti ospiti di alberghi e abitazioni di Castello, dall’Arsenale a Sant’Elena, di parte del sestiere di San Marco e Cannaregio, che si sono ritrovati con i rubinetti dell’acqua quasi a secco.

Non è bastato, infatti, un intero sabato di lavori ai subacquei di una ditta specializzata chiamata da Veritas, per riparare lo squarcio che ha quasi tagliato in due una grossa condotta subacquea dell’acquedotto. Un tubo in accia ...

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VENEZIA. Fine settimana di passione per migliaia di veneziani, attività, turisti ospiti di alberghi e abitazioni di Castello, dall’Arsenale a Sant’Elena, di parte del sestiere di San Marco e Cannaregio, che si sono ritrovati con i rubinetti dell’acqua quasi a secco.

Non è bastato, infatti, un intero sabato di lavori ai subacquei di una ditta specializzata chiamata da Veritas, per riparare lo squarcio che ha quasi tagliato in due una grossa condotta subacquea dell’acquedotto. Un tubo in acciaio di 60 centimetri di diametro, tranciato - secondo l’ipotesi dell’azienda - dall’elica del motore di una grossa barca da trasporto, che ha lasciato sulla condotta un taglio profondo e ritorto, lungo circa 50 centimetri, con tracce di zinco.

L’intervento dei sub con l’appoggio di una draga, riprenderà così questa mattina e l’azienda auspica di poter concludere l’intervento di saldatura entro la giornata, ripristinando nel pomeriggio l’erogazione regolare del servizio.

È stato quindi un lungo weekend di disagi per una gran parte della città di Venezia, rimasta praticamente senz’acqua: dai rubinetti, solo un rigagnolo. Nelle stesse ore, migliaia di litri di acqua potabile sono andati dispersi in laguna: nella notte tra venerdì e sabato, infatti, dal tubo “ferito” sono usciti ben 200 litri di acqua potabile al secondo.

Cosa è accaduto? Secondo la ricostruzione fornita da Veritas, venerdì sera alle 20, una barca da trasporto deve aver attraversato la laguna al di fuori del canale, all’altezza dell’Arsenale in laguna nord, tagliando la secca e colpendo così il grosso tubo portante sublagunare dell’acquedotto: una condotta poggiata sul fondale della laguna nord, segnalata, in una zona interdetta alla navigazione, ritrovata con uno squarcio di oltre mezzo metro. Si tratta di un grosso tubo di acciaio che risale agli anni Settanta e che non presentava problemi di manutenzione, che porta l’acqua potabile dalla stazione di pompaggio di piazzale Roma sino a Sant’Elena e Castello, per lo più sotterrato, ma che riemerge proprio davanti all’Arsenale nord, restando poggiato sul fondale, per poi raggiungere ed alimentare d’acqua le condotte a terra.

Risultato dell’incidente: l’acqua della laguna ha iniziato a ribollire sotto la pressione di migliaia di litri d’acqua dispersi in laguna, mentre un migliaio di utenti ha subìto un forte abbassamento della pressione dell’acqua.

Sul posto, alle 8 di ieri mattina, si sono messi al lavoro i tecnici e i sub di Veritas: una riparazione difficile, dovendo intervenire con le saldatrici sott’acqua e non potendo certo lavorare al buio. Così nel pomeriggio di ieri le operazioni sono state interrotte, per riprendere questa mattina.

Da rubinetti di un migliaio di utenze, nel frattempo, l’acqua è continuata a uscire: ma solo un filo. L’erogazione non è stata, infatti, interrotta del tutto, perché il calo di pressione avrebbe fatto entrare l’acqua salsa della laguna nelle condotte dell’acquedotto. Un disagio che ha coinvolto residenti di ogni età, ma anche i turisti ospiti di alberghi e case, negozi, ristoranti.

L’intervento di saldatura dovrebbe concludersi in giornata e il servizio tornare così regolare.