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Maroni: «Vogliamo chiudere a gennaio»

Bressa ripete che la Lombardia non può chiedere tutte le 23 materie previste dalla Costituzione

lMILANO. Il «Tavolo per l’Autonomia” si è insediato anche a Milano, dopo la riunione di venerdì scorso a Bologna. Si è discusso di istruzione, grandi reti di trasporto, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, internazionalizzazione. Lombardia ed Emilia Romagna marciano insieme e contano di chiudere entro gennaio un accordo col Governo. Il sottosegretario agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa, ha avvertito che è «assolutamente impossibile» concedere alla Lombardia tutt'e ventitré le materie trasferibili dallo Stato, così «come la richiesta del Veneto di trattenere i nove decimi delle tasse». Altrimenti, ha detto Bressa, si tratterebbe di creare nuove Regioni a Statuto speciale come le cinque previste in Costituzione. «Questa trattativa è importante. Stiamo discutendo di autonomia amministrativa che può comportare anche un’autotomia legislativa. Una volta definito questo si passa alle risorse. Finchè non si è definito quali sono gli argomenti e le materie oggetto di maggiore autonomia è inutile parlare di risorse. Stiamo parlando nell’ambito delle risorse date. La sfida è per l’efficienza, per la maggiore qualità e capacità di incidere nella gestione dei servizi. Non è che alla fine di questo ci saranno delle risorse in più», ha spiegato Bressa. «Puntiamo a chiudere l’accordo in tempi brevi. Siccome è una legge che deve essere approvata a maggioranza assoluta da Camera e Senato è difficile che possa avvenire da qui ai primi di gennaio. Però è importante che ci sia l’accordo preliminare tra governo e Regioni. Stiamo parlando della votazione di un’intesa, quindi è sì o no a un intero pacchetto, non ci sono emendamenti. O sei favorevole o sei contrario».

Una posizione condivisa dal Pd, che non ha rotto il clima costruttivo del negoziato, dove le Regioni cercheranno di spuntare il maggior risultato possibile. Il 30 novembre ci sarà il terzo round di incontri, a Roma. «A quel punto - è l'obiettivo indicato dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni - inizierà la trattativa vera e propria che mi auguro si concluda entro fine dicembre. A gennaio invece la trattativa sarà sulle risorse finanziarie, da chiudere entro fine mese con un accordo che eviti la contaminazione della campagna elettorale».

Quanto alle materie, Maroni ha ricordato che la base resta il testo della risoluzione votata dal Consiglio regionale della Lombardia, che chiede appunto il massimo di autonomia costituzionalmente trasferibile, in base all’articolo 116. Assente, a Milano,
il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. «C'è una posizione comune con la Lombardia» ha detto il vicepresidente dell'Assemblea legislativa, Fabio Rainieri. «E ho visto la disponibilità del sottosegretario Bressa rispetto alle richieste delle due Regioni». (al.sal.)

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