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«Miteni non va chiusa, sta bonificando l’area»

Nardone risponde al M5S: «Il livello di Pfas nel sangue dei dipendenti è calato del 96%, non c’è allarme»

TRISSINO. «Miteni non è una fonte d’inquinamento ma sta depurando la falda sottostante lo stabilimento, chi ferma l’azienda blocca la bonifica». Antonio Nardone, ad dell’industria chimica di Trissino nell’occhio del ciclone per i Pfas, risponde a Jacopo Berti e Manuele Brusco, i due consiglieri regionali del M5S che hanno chiesto alla Regione di applicare la direttiva votata da palazzo Ferro Fini che sollecita la chiusura della fabbrica. «I dati sono chiari, li ha diffusi la commissione regionale sui Pfas e li ha ribaditi il ministro Galletti nell’audizione in commissione parlamentare. Miteni ha intercettato oltre il 99% della falda e sta depurando l’inquinamento storico, con le barriere sulla falda e la bonifica completa», spiega Nardone.

Nel concreto cosa fate per la messa in sicurezza dell’area?

«Dopo aver ritrovato i rifiuti seppelliti negli anni Settanta dalla proprietà originaria sull’argine del torrente Poscola li abbiamo rimossi e abbiamo scavato nuovi pozzi per isolare quell’area. Nelle prossime settimane faremo altri pozzi sul lato ovest. Siamo a buon punto, è da quattro anni che lavoriamo con alta tecnologia», spiega Nardone.

La bonifica del terreno quindi deve ancora iniziare?

«È bene chiarire che nell’istante in cui la falda è totalmente barrierata il problema del terreno va affrontato ma è relativo perché gli inquinanti non vanno dispersi nell’ambiente. Proprio per questo non ha senso chiudere lo stabilimento. Miteni ha sempre collaborato e affrontato tutte le spese per le ricerche e le bonifiche e oggi togliamo Pfas dall’ambiente, siamo la soluzione non il problema. Il tribunale superiore delle acque pubbliche ha detto chiaramente che il problema non è Miteni ma l’utilizzo dei Pfas nell’area vicentina».

Il M5S chiede per i vostri lavoratori il riconoscimento di malattia professionale come per l’amianto, lei che ne pensa?

«Non comprendiamo su quale base. I lavoratori Miteni con le tecnologie messe in atto nel 2000 appena si è venuti a conoscenza dell’accumulo dei Pfas nel sangue non sono più esposti. La conferma arriva dalle analisi in base alle quali c’è stato un calo medio del 96% di Pfas nel sangue dei dipendenti. E’ bene anche aggiungere che gli studi epidemiologici completati non hanno rilevato alcuna patologia e sono certo che alla stessa conclusione giungeranno i nuovi studi predisposti dalla Regione», ribatte Nardone.

Manuel Brusco del M5S parla del 25% più di malattie tumorali nell’area rossa: chi ha ragione?

«A questa affermazione ha già risposto la Regione: non è vero. Non ci sono più tumori nell’area rossa da Trissino a Lonigo. L’assessore Luca Coletto l’ha definita una fake news e il direttore del Registro tumori ha portato
dati oggettivi. Non si può terrorizzare la gente con notizie fasulle, vanno trovate le soluzioni per una popolazione giustamente preoccupata a cui va detto come stanno le cose, con ricerche epidemiologiche serie e attendibili», conclude Nardone. (re.re.)

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