Quotidiani locali

Il gettito dei bolli auto salva il bilancio veneto

Sì del Consiglio all’assestamento di 12,5 milioni. Forcolin: salvaguardati trasporti locali, cultura e scuola

VENEZIA. Più che una cornucopia di risorse, il bilancio di previsione della Regione è una camicia di forza: a fronte di 12,5 miliardi di manovra, gli investimenti “liberi” rappresentano un millesimo del totale, ovvero 12 milioni e mezzo di euro ma l’aggettivo stesso è ingannevole perché la stragrande maggioranza di questi quattrini è “prenotata” da capitoli obbligati di spesa: il trasporto pubblico locale di lavoratori pendolari e studenti, con il contributo (7 milioni) alle aziende pubbliche e private del Veneto, azzoppate da 10,5 mln di tagli romani; il rifinanziamento dei buoni-scuola alle famiglie a basso reddito con ulteriori 1,5 milioni che elevano a 4 il budget complessivo, invariato rispetto all’anno scorso; 1,25 milioni per la manutenzione e il rinnovo degli impianti sportivi; 750 mila euro aggiuntivi ad istituzioni culturali (Arena, Fenice, Campiello), musei, promozione cinematografica e teatrale; 500 mila ai consorzi di bonifica; e poi oboli qua è là: 200 mila a compenso dei comuni (Scorzé, San Giorgio in Bosco) “fornitori” di acqua minerale in bottiglia; altrettanto all’Arav, l’associazione allevatori di bovini; identica somma sul versante Pedemontana per saldare i costi pendenti della gestione commissariale di Silvano Vernizzi; e i fatidici spiccioli alle feste di paese, cavallo di battaglia di tanti consiglieri altrimenti inoperosi? Dalla sagra “dea poenta” a quelle degli “osei” e dei “risi e bisi”, resistono impavide alla scure, scontando però qualche sforbiciata a beneficio di filarmoniche e associazioni culturali locali. Tant’è: in extremis il rogito di vendita della veneziana “Trattoria La Vida” ha fruttato a Palazzo Balbi (proprietario dell’immobile) 911 mila euro “freschi”, riversati nello sport di base e negli incentivi alla videosorveglianza comunale.

«Abbiamo salvaguardato gli stanziamenti alla cultura attingendo ai fondi di riserva perché la consideriamo una priorità», commenta Gianluca Forcolin, l’assessore al bilancio (nella foto), artefice della manovra di assestamento 2017 «ma ormai il fondo del barile è raschiato. Dal Governo centrale riceviamo solo tagli e riusciamo a far quadrare i conti soltanto grazie al gettito dei bolli auto»; che nell’anno in corso ha garantito all’amministrazione veneta 550 milioni a fronte di un “imponibile” stimato in 600: la lotta all’evasione, con gli accertamenti regionali e il ricorso “estremo” ad Equitalia, ha consentito di incrementare le entrate, favorite da una crescente adesione degli automobilisti (sono già 700 mila) al sito on line di servizio.

Vista l’esiguità dei margini di manovra, l’opposizione ha rinunciato a dare battaglia in aula; l’unico sussulto - si fa per dire - l’ha suscitato una battuta del relatore leghista Marino Finozzi che in apertura ha accennato a «750 milioni di spesa libera a disposizione del Consiglio» salvo «rettificare», con un risolino, che si trattava della somma in possesso di Trento... Il Pd, per voce di Stefano Fracasso e Claudio Sinigaglia, ha lamentato il mancato incremento del sostegno
alle scuole paritari («mancano 9 milioni»), annunciando il suo “no”. Così il voto - 26 favorevoli, 2 astenuti, 17 contrari - non ha riservato sorprese e il manovriero Forcolin si è congedato dal Ferro-Fini annunciando per novembre la nuova manovra finanziaria triennale 2018-2020.

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