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Francesco accoglie l’invito «Sarà a Venezia nel 2018»

Arriverà il prossimo anno e la sua visita nel capoluogo si limiterà ad un giorno Incontrerà i rappresentanti delle 15 diocesi trivenete e in particolare i giovani

VENEZIA. Papa Francesco ha accettato l’invito del patriarca Francesco Moraglia e dei vescovi del Triveneto a compiere, il prossimo anno, una visita alle terre di Giovanni Paolo I, prossimo alla beatificazione, e del beato Giuseppe Toniolo. Visita però che sarà molto breve, di una giornata e che quindi si limiterà alla sola Venezia o Mestre, dove Bergoglio si propone di incontrare tutte le 15 diocesi del Nordest, in particolare i giovani, svolgendosi nell’ottobre del prossimo anno il sinodo dei vescovi a loro dedicato.

È probabile, dunque, che come per Benedetto XVI nel 2011, anche per Francesco il grande raduno si possa tenere nel parco San Giuliano a Mestre, così come la celebrazione della messa solenne con decine di vescovi e centinaia di preti. Non potrebbe mancare, nella circostanza, una visita alla basilica di San Marco. Il programma sarà definito nelle prossime settimane, quando Francesco Moraglia, patriarca e presidente della Conferenza Episcopale Triveneta, si recherà in Segreteria di Stato per portare le proposte concordate con i vescovi delle altre diocesi. Ieri Moraglia si è limitato a riferire, nel corso della consueta seduta della Cet, che il Santo Padre aveva dato la disponibilità di far visita al Veneto. Visita che recentemente aveva auspicato, in modo pubblico, il suo più stretto collaboratore, il cardinal Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano. Oltre che il programma, si tratta di stabilire i tempi dell’incontro con le genti venete. Bergoglio ha un’agenda molto fitta, il prossimo anno, con viaggi internazionali e, soprattutto, con il Sinodo dei giovani in ottobre. È quindi presumibile che la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno non sia il periodo migliore per una “puntata” fuori Roma. L’estate neppure, considerando che Venezia fa il pieno di turisti, l’inverno è da escludere. Resta la primavera. Se le elezioni politiche si terranno entro aprile, come è molto probabile, il mese di maggio e la prima parte di giugno potrebbe essere il tempo più indicato per il viaggio pastorale di Francesco.

D’altra parte, l’ultima visita di un pontefice a Venezia e a Mestre, quella di Benedetto XVI, si è svolta il 7 e l’ 8 maggio del 2011. Bergoglio era atteso alla Basilica del Santo di Padova, taluni indicavano addirittura la data il 13 giugno 2018 e, nella stessa circostanza, anche sul Monte Grappa per ricordare le vittime della Grande Guerra. Al cardinal Parolin si erano rivolti i cadorini e pure i trentini per avere l’opportunità di ospitare Francesco sulle Dolomiti, con qualche speranza di Canale d’Agordo di una sua presenza per il quarantennale dell’elezione di Albino Luciani al soglio pontificio. E di Lorenzago di accoglierlo a trent’anni dai soggiorni di Karol Wojtyla. Anche Pieve di Soligo, dove riposano le spoglie del Toniolo, primo sociologo e primo economista del mondo cattolico, continua a nutrire la speranza che Bergoglio possa venerare il Beato nel centenario della morte. Nello stile che gli è proprio, Francesco ha deciso di rendere onore ai veneti con una giornata a loro dedicata in patriarcato. Da Venezia o da Mestre il Papa non mancherà, in ogni caso, di ricordare gli anniversari di Luciani e del Toniolo e la fine di quella “follia della guerra”, come lui stesso ha definito il primo conflitto mondiale quando si recò a Redipuglia.

A Venezia, tra l’altro, c’è chi non esclude che, in presenza della conclusione del processo di beatificazione di papa Luciani, possa essere lo stesso Bergoglio a procedere alla proclamazione, proprio in Laguna, dove lo stesso Luciani ha svolto il suo servizio ministeriale per dieci anni. E dove, precisamente in piazza San Marco, ha ricevuto la stola dalle mani di Paolo VI, nella storica visita di Montini, segno premonitore della sua chiamata a Roma. «È un grande privilegio e una gioia dare il benvenuto in Veneto a papa Francesco», ha commentato il governatore Luca Zaia, «Sono onorato che il pontefice abbia dato la sua disponibilità ad accogliere l’invito dei veneti. La visita del Papa, a cent’anni dalla pagina dolorosa della guerra, è un dono prezioso
per coniugare memoria, speranza e impegno di pace». Dello stesso tenore il messaggio di Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale. «È grande l’emozione per la notizia che papa Francesco verrà a Venezia», ha detto il sindaco Luigi Brugnaro, «lo aspetteremo a braccia aperte».

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