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La Regione Veneto non vuole più i lupi: saranno rinchiusi o trasferiti

Approvato il "piano in deroga": nel mirino 15 esemplari suddivisi in due branchi tra Lessinia e Asiago

Il lupo in pieno giorno in Alpago Il lupo avvistato e ripreso con un cellulare in pieno giorno in Alpago. A fare l’incontro sono stati due ragazzi impegnati in una escursione verso la Val Palantina. I due giovani stavano salendo lungo il sentiero più classico e frequentato, quello da Col Indes. Ed è lungo quel tracciato che hanno fatto l’incontro con il lupo. Appena i due escursionisti si sono accorti della presenza dell’esemplare di lupo, fermo poco lontano dal sentiero e apparentemente non intimorito dalla presenza umana, si sono fermati e messi a terra. Con il cellulare, nel frattempo, hanno iniziato a riprendere il lupo che è rimasto fermo sulla sua posizione e li ha osservati per vari secondi. Alla fine l’esemplare di lupo si è allontanato.

VENEZIA. Basta con i lupi. La Regione Veneto ha deciso la virata, cancellando con un colpo di spugna tutti i progetti di reintroduzione. In gabbia oppure altrove: questa sarà la loro sorte.

Così recita il comunicato ufficiale di Palazzo Balbi: "La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura e alla caccia, ha approvato in data odierna il progetto per un piano di gestione del lupo in Veneto, che contempla la proposta di interventi in deroga al regime di protezione imposto dalla Direttiva Habitat, al fine di ridurre, attraverso l’intervento sui lupi presenti nelle aree a maggiore vocazione zootecnica e turistica, il forte conflitto sociale in atto.

Life Wolfalps contro Striscia la notizia: "Quel servizio sul lupo è una bufala" Un recente servizio di Striscia la notizia ha fatto infuriare i sostenitori del lupo. Alcuni dei referenti di Life Wolfalps, il progetto che mira a tutelare l'animale sulle Alpi, hanno voluto rispondere con un video in cui smontano le tesi sostenute dal tg satirico di Canale 5: "Ci sembra che un servizio costruito su basi palesemente false o non verificate non faccia alcun bene né al lupo, né agli allevatori, né agli spettatori di Striscia".

LEGGI Il progetto Wolfalps in breve

La Regione continuerà a usare le risorse messe in campo dal progetto Wolfalps fino alla sua scadenza naturale di maggio del 2018 per gestire "l’implementazione delle misure gestionali ordinarie, come la prevenzione dei danni attraverso recinzioni elettrificate e altri presidi di protezione del bestiame domestico e il monitoraggio".

L'’assessore Giuseppe Pan ha proposto in giunta "un intervento forte, di natura straordinaria, allo scopo di ridurre la presenza di lupi nel territorio regionale, esplosa nell’ultimo anno".

La gioia del lupo, libero dopo la malattia Un lupo di circa tre anni affetto da una malattia, il "cimurro del ceppo artico", è stato liberato lunedì in una oasi faunistica del Perugino. Nonostante le condizioni iniziali gravi si è riusciti a curarlo da questo virus, che ha una elevata mortalità e in passato nel Parco dell'Abruzzo decimò decine di esemplari - e a reimmetterlo in natura con radiocollare, nonostante i mesi passati da aprile in una struttura gestita dall'uomo. Questo perché al Centro per la Fauna selvatica "Il Pettirosso" di Modena, dove è stato curato e che ha raccontato la vicenda, grazie ad un accordo con gli istituti Zooprofilattici di Perugia e di Modena, si è messo a punto un protocollo che ha permesso all'animale di essere seguito mantenendo la massima selvaticità, senza entrare in contatto con l'uomo: per garantirne l'isolamento sanitario sono state fondamentali le telecamere che registravano giorno e notte gli stati clinici dell'animale, mentre le medicine sono state somministrate con bocconi.

Si parla di 14-16 esemplari stabili, distribuiti in due branchi (quello “storico” della Lessinia e quello di più recente insediamento di Asiago) e due coppie (sul massiccio del Grappa e in Valbelluna), al netto delle nuove cucciolate del 2017.

Ecco cosa intende fare la Regione: "La proposta gestionale prevede l’intervento “in deroga” sui due branchi stabili (branco della Lessinia e branco di Asiago), mediante: a) cattura ai fini di successiva captivazione permanente in struttura idonea (recinto) da individuare/costruire ex novo sulla base delle indicazioni dell’ISPRA, previa sterilizzazione degli esemplari catturati; b) cattura ai fini di successiva traslocazione in altro sito idoneo non interessato da rilevante attività di allevamento zootecnico sulla base di indicazioni dell’ISPRA. Si prevede anche il potenziamento del monitoraggio permanente - tramite radiocollari e fototrappole - per un più efficace controllo degli spostamenti ed abitudini, nonché per prevenire la predazione su domestico a carico dei rimanenti individui in dispersione".

In altri termini: alcuni lupi finiranno in gabbia, dopo essere stati sterilizzati. Altri saranno trasferiti lontano dalla presenza umana e radiocollarati, per verificare che non scendano a valle.

Sulle tracce del lupo, nella valle in cui ha ucciso 40 pecore in una sola notte Sopralluogo con i forestali di Trento nel parco naturale delle Pale di San Martino, nella valle in cui un lupo ha attaccato un gregge di pecore uccidendo una quarantina di capi fra agnelli, pecore e capre. Leggi l'articolo


“Sarà un intervento significativo anche in termini economici – conclude l’assessore Pan – quello che la Regione sta mettendo in atto a difesa degli allevatori per dare una risposta concreta ad un problema che sta creando forte tensione a livello locale, tentando di utilizzare al massimo i ristretti limiti concessi dalla normativa comunitaria. Per quanto riguarda il pagamento dei danni, pur a fronte di passaggi tecnici-burocratici obbligatori che noi subiamo, garantiamo l’ impegno per ridurre i tempi.”

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